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Suicidi in carcere, «servono interventi urgenti, non si può continuare a morire»

Il Garante comunale di Catanzaro e la Camera Penale aderiscono all’appello della Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali delle persone private della libertà

Pubblicato il: 15/04/2024 – 19:45
Suicidi in carcere, «servono interventi urgenti, non si può continuare a morire»

CATANZARO «Il Garante comunale di Catanzaro dei privati della libertà personale e la Camera Penale di Catanzaro aderiscono all’appello della Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali delle persone private della libertà personale che chiede a tutti i Parlamentari norme specifiche ed urgenti, ed al Ministro di Giustizia provvedimenti concreti in tempi rapidi in aderenza con le parole del Presidente della Repubblica che ha sollecitato il 18 marzo interventi urgenti per contrastare l’emergenza del fenomeno quasi quotidiano dei suicidi in carcere. Incontro e conferenza stampa presso la sala del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, ore 10:00. Ad oggi sono trenta i soggetti in stato di detenzione che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita all’interno degli istituti di pena. Non si era mai avuto un numero così alto, quasi un detenuto ogni tre giorni. Questo drammatico fenomeno è anche frutto delle condizioni delle carceri italiane, affette da un sovraffollamento oramai cronico e da scarsità di risorse da investire nelle attività di recupero trattamentale. Tale stato di cose è la conseguenza delle politiche securitarie che hanno realizzato un’ipertrofia del sistema penale, divenuto orami strumento prediletto dalla classe politica per la gestione della conflittualità sociale, non più extrema ratio. Sono passati oltre dieci anni dalla storica sentenza della CEDU emessa nel procedimento Torregiani + altri contro Italia, in cui cui lo Stato italiano è stato condannato per trattamenti inumani e degradanti, violazione art. 3 Convenzione EDU, ai danni dei soggetti in stato di detenzione, anche a causa della scarsità di spazi, meno di 3 mq per ogni soggetto detenuto, ma le condizioni dell’universo penitenziario non sono cambiate. Attualmente, nonostante l’indice di commissione dei reati sia in costante calo, la situazione all’interno degli istituti di pena non è mutata: il numero di detenuti è superiore alle 60.000 unità e, con un aumento costante di circa 400 detenuti al mese, a breve raggiungerà il livello che valse la condanna internazionale nell’anno 2013. Lo scorso 18 marzo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo la Polizia Penitenziaria, ha dichiarato: “Sui suicidi in carcere servono interventi urgenti”. Ormai non si fa più in tempo ad enumerare i casi di suicidio che si è subito costretti ad aggiornarne l’agghiacciante elenco. Si legge nell’appello dei Garanti “è più che mai doveroso analizzare e decifrare il drammatico fenomeno del sovraffollamento carcerario, ribadendo, ancora una volta, con forza l’impellente necessità di interventi urgenti. La maggioranza dei detenuti vive, per oltre 20 ore al giorno, in celle sovraffollate, dalle quali esce solo nelle cd. “ore d’aria”. Questo rappresenta, senza dubbio, una patente violazione dei principi e delle garanzie riconosciute dalla nostra Carta costituzionale e dall’Ordinamento penitenziario.” Il 18 aprile in tutto il territorio nazionale i Garanti territoriali, in adesione all’appello della Conferenza, ed unitamente a tutte le realtà associative sensibili alla vicenda, promuoveranno iniziative sul territorio per chiedere l’assunzione di interventi urgenti che possano rendere l’esperienza della pena all’interno delle carceri rispettosa dei diritti umani inviolabili e consacrati in Costituzione. Nell’occasione si ricorderanno i nomi dei detenuti morti suicidi, nonché i nomi degli agenti di polizia penitenziaria che quest’anno si sono tolti la vita». E’ quanto sostengono, in una nota, il Garante Comunale dei privati della Libertà e il Consiglio Direttivo presso il Comune di Catanzaro della Camera penale di Catanzaro.

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