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Ponte sullo Stretto, dal Ministero dell’ambiente oltre 200 richieste di integrazioni – IL DOCUMENTO

Con un documento di 42 pagine la Commissione Via e Vas chiede integrazioni e aggiornamenti. Il Pd di Villa: «Il progetto è tutto da rifare»

Pubblicato il: 16/04/2024 – 16:05
di Mariateresa Ripolo
Ponte sullo Stretto, dal Ministero dell’ambiente oltre 200 richieste di integrazioni – IL DOCUMENTO

REGGIO CALABRIA «Si richiede di aggiornare gli elaborati dello Studio d’Impatto Ambientale – Quadro di riferimento progettuale – Cantieri quali ad esempio il Quadro generale del sistema di cantierizzazione o i due Studi per l’individuazione dei Siti Provvisori e definitivi (Calabria e Sicilia) che riportano la cantierizzazione come presentata nel 2011 ma non aggiornata neanche con le modifiche introdotte con la revisione 2012». «Andranno forniti elaborati descrittivi e grafici aggiornati allo stato attuale sul sistema di cantierizzazione e viabilità a conferma di quanto ad oggi previsto: cantiere logistico (n. 5 per la Sicilia e n. 1 per la Calabria); cantieri operativi : n. 12 per la Sicilia e n. 1 per la Calabria; pontili (n. 3 per la Sicilia e n. 1 per la Calabria); siti di recupero ambientale (n. 7 in Sicilia e n. 3 in Calabria); aree di ripascimento (n. 3 in Sicilia); discarica di rifiuti speciali non pericolosi (n. 3 in Sicilia e n. 1 in Calabria); aree di lavorazione (n. 3 in Sicilia); impianto di produzione (n. 1 per la Calabria); impianto di betonaggio (n 3 per la Sicilia e n 1 in Calabria)». E’ solo una delle numerose di richieste di integrazione contenute nel corposo documento di 42 pagine con cui la Commissione Via e Vas del Ministero dell’Ambiente si è espressa sul progetto del Ponte sullo Stretto. Una risposta che arriva anche sulla scorta delle osservazioni tecniche che sono state protocollate dai tanti enti e cittadini coinvolti, a scrivere alla Commissione anche il circolo Pd di Villa San Giovanni.

Oltre 200 richieste di integrazioni

Le richieste contenute nel documento firmato dal coordinatore della Sottocommissione Via, Paola Brambilla, sono 239: per la Valutazione di impatto ambientale (Via) sono 155, altre 66 integrazioni sono state richieste per la Valutazione di incidenza (Vinca), che verifica le conseguenze di un’opera sui siti Natura 2000, i siti protetti di interesse Ue. Per il Piano di utilizzo terre (Put) sono state richieste 16 integrazioni, per la Verifica di ottemperanza (Vo) 2. Le richieste sono state suddivise per temi e hanno ad oggetto: un nuovo Studio di Impatto Ambientale (SIA); l’aggiornamento degli elaborati allo stato di fatto attuale e non a quello di dieci o venti anni fa; una nuova relazione generale di cantiere; la verifica del piano di utilizzo terre e rocce; la descrizione del piano di produzione rifiuti; gli studi sugli scenari sismici e di maremoto; gli elaborati sulla qualità dell’aria: atmosfera e clima; gli elaborati della morfodinamica costiera; gli atti sull’impatto acque superficiali e sotterranee; il dettaglio sui quantitativo di risorse idrica necessaria e compromessa; un nuovo bilancio idrico; gli elaborati su paesaggio, flora e fauna.
Nel documento la Commissione chiede chiarimenti sull’Analisi costi benefici al fine di «analizzare la sostenibilità dell’opera in considerazione del fatto che le previsioni e le ipotesi avanzate nel rapporto dipendono strettamente dal relativo contesto economico, sociale e istituzionale». E ancora nel passaggio dedicato alla “Vulnerabilità del progetto a rischio di gravi incidenti o calamità”, il Mase «richiede di presentare un quadro aggiornato e congruente, approfondendo le condizioni di pericolosità da maremoto dell’area dello Stretto di Messina, partendo dall’identificazione delle sorgenti potenziali simiche e non sismiche (frane sottomarine e/o costiere con evoluzione in mare, attività vulcanica, etc.), l’elaborazione di modelli di pericolosità a scala di bacino e/o regionale, al fine di arrivare alla definizione di dettagliati scenari di inondazione e la relativa valutazione dell’impatto a terra. L’analisi dovrà considerare anche l’esame degli eventi di paleotsunami e tsunami storici, le loro relazioni con le potenziali sorgenti, gli scenari di inondazione e di danno ad essi connessi e i corrispondenti potenziali effetti al sito interessato dalle opere, allo stato attuale, durante la realizzazione e in fase di esercizio. Dovranno essere fornite adeguate analisi dell’interazione tra le opere previste e potenziali eventi di maremoto, attraverso modellazioni numeriche con continuità terra-mare, considerando gli effetti concorrenti dovuti alla attivazione contemporanea e/o in sequenza di sorgenti correlate, per esempio, eventi sismici e frane sismo-indotte. Le valutazioni del rischio dovranno essere riferite allo stato ante-operam, corso d’opera e post operam». La Commissione chiede poi dati più chiari e completi sull’impatto delle opere sull’ambiente marino, sui corsi d’acqua superficiali, sulle acque sotterranee, sul consumo del suolo, sugli studi geologici e sui rischi di subsidenza e di dissesto, sugli effetti del Ponte sulle attività agricole, sul rumore a terra e sottacqua, sulle vibrazioni e i campi elettromagnetici. «Le valutazioni di natura idraulica del progetto definitivo – scrive la Commissione – devono essere integrate aggiornando le portate di progetto, mediante utilizzazione dei dati pluviometrici relativi al periodo 2009-2023 e utilizzando modelli idrologici previsionali che tengano debitamente conto degli effetti dei cambiamenti climatici».

«Il progetto è tutto da rifare. La bocciatura è clamorosa»

«Il progetto è tutto da rifare, necessitano corpose integrazioni», afferma Enzo Musolino, segretario cittadino Partito Democratico di Villa San Giovanni, che commentando le richieste di integrazione aggiunge: «La bocciatura è clamorosa, i termini sono interrotti, tutto è rimandato alla necessaria trasmissione, nei termini di legge e salvo proroghe, di numerosissime integrazioni al Progetto Definitivo. In sostanza, la Commissione del Ministero dell’Ambiente, ha fatto emergere quanto già denunciato nei giorni scorsi dal PD e dagli altri soggetti trasmettitori: il Progetto non è per nulla “definitivo”, è pieno di carenze e vuoti». «La bocciatura – aggiunge Musolino – con rinvio della Commissione Via Vas è molto più ampia e non lascia scampo all’iter previsto dalla Stretto di Messina. Viene chiarito esplicitamente che la Verifica alla Ottemperanza alle Prescrizioni non sono rinviabili al progetto esecutivo. Serve presto una nuova relazione. Per ora è tutto bloccato!
Non serve oggi dire “avevamo ragione Noi” – anche se la tentazione è forte! Serve agire anche nella procedura di Conferenza dei Servizi con i Comuni e gli Enti territoriali che proprio oggi ha avuto inizio. Come si fa a discutere in una conferenza di servizi “istruttoria” se il Progetto in esame dovrà essere integrato sostanzialmente, fino a mutare definitivamente, a seguito delle richieste della Commissione Via /VAS? Il Comune di Villa, quello di Messina, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, chiedano subito la sospensione della Conferenza dei servizi istruttoria in attesa delle integrazioni progettuali. Non ci sono più scuse! Gli amministratori facciano il loro dovere. Il deficit progettuale che accompagna quest’opera pericolosissima è da oggi certificato dagli Organi Ministeriali».

IL DOCUMENTO:

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