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Crimini di guerra, chiesti mandati d’arresto contro Netanyahu e leader Hamas

Il procuratore della Corte penale internazionale: «Crimini di guerra e contro l’umanità in Israele e a Gaza»

Pubblicato il: 20/05/2024 – 21:58
Crimini di guerra, chiesti mandati d’arresto contro Netanyahu e leader Hamas

Il procuratore della Corte penale internazionale dell’Aia, Karim Khan, ha presentato la richiesta per emettere mandati di arresto contro il primo ministro di Israele, Benajmin Netanyahu, il ministro della Difesa, Yoav Galant, il capo dell’ufficio politico del movimento islamista palestinese Hamas, Ismail Haniyeh, il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, e il capo delle Brigate Al Qassam, Mohammed Deif, per crimini di guerra. 
“Sulla base delle prove raccolte ed esaminate dal mio ufficio, ho ragionevoli motivi per credere che Yahya Sinwar (capo del movimento di resistenza islamica Hamas nella Striscia di Gaza), Mohammed Diab Ibrahim Al Masri, più comunemente noto come Deif (comandante in capo dell’ala militare di Hamas, le Brigate al Qassam), e Ismail Haniyeh (capo dell’ufficio politico di Hamas) abbiano la responsabilità penale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi sul territorio di Israele e dello Stato di Palestina (nella Striscia di Gaza) almeno dal 7 ottobre 2023”, si legge nel documento della Corte penale. Inoltre, “sulla base delle prove raccolte ed esaminate dal mio ufficio, ho ragionevoli motivi per ritenere che Benjamin Netanyahu, il primo ministro di Israele, e Yoav Gallant, il ministro della Difesa di Israele, siano responsabili penalmente per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi sul territorio dello Stato di Palestina (nella Striscia di Gaza) almeno dall’8 ottobre 2023”. 

“Ipocrisia e vergogna internazionale”.

“Ipocrisia e vergogna internazionale”. Così una fonte politica israeliana – citata da Ynet – ha definito la richiesta del Procuratore capo della Cpi di richiedere l’emissione di mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant. La decisione della Cpi “mette sullo stesso piano la vittima con il carnefice”, ha detto – citata dai media internazionali e ripresa da Haaretz – una fonte di Hamas secondo cui questo “incoraggerà la continuazione della guerra di sterminio”. Il procuratore della Cpi annuncia che, “come ulteriore salvaguardia”, ha chiesto la consulenza di “un un gruppo di esperti di diritto internazionale”, che ringrazia per il sostegno. “Ho convocato un gruppo imparziale per sostenere l’esame delle prove e l’analisi legale in relazione a queste richieste di mandato d’arresto”, dice Karim Khan nelle motivazioni della richiesta alla Corte. Il gruppo è composto da esperti “di immensa levatura nel diritto umanitario internazionale e nel diritto penale internazionale”, tra cui Sir Adrian Fulford, la baronessa Helena Kennedy, presidente dell’Istituto per i diritti umani dell’International Bar Association, Elizabeth Wilmshurst, ex vice consigliere giuridico presso il Foreign and Commonwealth Office del Regno Unito e Danny Friedman. Non solo. In aggiunta figurano due dei consiglieri speciali di Khan, “Amal Clooney e Sua Eccellenza il giudice Theodor Meron”. “Questa analisi di esperti indipendenti ha sostenuto e rafforzato le richieste presentate oggi dal mio Ufficio: sono grato anche per il contributo di alcuni altri miei consiglieri speciali a questa revisione, in particolare Adama Dieng e il professor Kevin Jon Heller”. Le famiglie degli ostaggi hanno respinto l’equiparazione del Procuratore capo della Cpi tra “i terroristi di Hamas’ e i leader di Israele. Al tempo stesso hanno plaudito alla decisione del Procuratore di richiedere mandati di arresto nei confronti dei capi della fazione islamica, che è un “ulteriore riconoscimento dei crimini contro l’umanità commessi da Hamas il 7 ottobre”. “128 ostaggi innocenti provenienti da 24 nazioni rimangono – hanno denunciato – prigionieri nei tunnel di Hamas, dove subiscono quotidianamente abusi fisici, sessuali e psicologici”. “Crediamo che – hanno aggiunto – il modo per dimostrare questa distinzione al mondo sia avviare immediatamente negoziati che libereranno gli ostaggi: i vivi per la riabilitazione e i defunti per la sepoltura”.
“La scandalosa decisione del Procuratore Generale della Corte penale dell’Aja è un attacco frontale e senza riserve contro le vittime del 7 ottobre e i nostri 128 rapiti a Gaza”, ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz. “Mentre gli assassini di i Hamas commettono crimini contro l’umanità contro i nostri fratelli e sorelle”, il Procuratore “cita contemporaneamente il primo ministro e il ministro della Difesa dello Stato di Israele insieme agli abominevoli mostri nazisti di Hamas”. “Una vergogna storica – ha detto – che sarà ricordata per sempre”.

Netanyahu, l’ordine della Cpi “è diretto contro Israele”

“L’ordine assurdo e falso del pubblico ministero dell’Aja non è diretto solo contro il Premier e il ministro della Difesa, ma è diretto contro l’intero Stato di Israele”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu. “Respingo con disgusto – ha aggiunto – il paragone del procuratore dell’Aja tra l’Israele democratico e gli assassini di massa di Hamas. Questo è esattamente l’aspetto del nuovo antisemitismo, che si è spostato dai campus dell’Occidente all’Aja”. “Prometto – ha concluso – che nessuna pressione e nessuna decisione in qualsiasi forum internazionale ci impedirà di colpire coloro che cercano di distruggerci”.

Biden: “Cpi vergognosa. Nessuna equivalenza Hamas-Israele”

“La richiesta del procuratore della Corte penale internazionale di mandati di arresto contro i leader israeliani è vergognosa. E vorrei essere chiaro: qualunque cosa questo procuratore possa implicare, non esiste alcuna equivalenza – nessuna – tra Israele e Hamas. Saremo sempre al fianco di Israele contro le minacce alla sua sicurezza”: cosi il presidente Usa Joe Biden in una nota.

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