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L’autonomia differenziata in Consiglio regionale, per la maggioranza lo “snodo” più delicato

Fari puntati su Occhiuto. Sullo sfondo il braccio di ferro Forza Italia-Lega. Prima seduta dopo l’addio di Gentile a Fi

Pubblicato il: 17/04/2024 – 14:33
L’autonomia differenziata in Consiglio regionale, per la maggioranza lo “snodo” più delicato

LAMEZIA TERME L’ordine del giorno recita semplicemente “Autonomia differenziata-dibattito”, non si fa cenno ad altro. Il Consiglio regionale in programma domani sembra di routine e invece non lo è, anzi, tutt’altro: è un incrocio delicatissimo per gli equilibri del centrodestra con una proiezione addirittura nazionale. Uno “snodo” che si intreccia con il dibattito a livello governativo, con il braccio di ferro tra la Lega, che spinge per approvare anche alla Camera il Dl Calderoli, e Forza Italia, che invece “frena” lavorando essenzialmente per far slittare il voto a dopo le Europee, avendo gli azzurri la necessità di evitare la rivolta del partito nelle regioni del Mezzogiorno a partire dalla Calabria. Non a caso nelle scorse settimane proprio il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, che tra l’altro è anche vicesegretario nazionale di Forza Italia, è stato indicato dalle principali testate come il “regista” della strategia forzista di “temporeggiare” sul via libera all’autonomia differenziata. E non a caso è su Occhiuto, e in particolare sulla informativa che sicuramente domani darà in aula, che si concentra l’attenzione generale in vista del Consiglio regionale: sarà Occhiuto a dettare la linea della maggioranza ma il passaggio politico di domani può essere davvero uno “spartiacque”, considerando che il governatore calabrese dovrà districarsi tra la necessità di tenere la barra dritta sulla posizione da mesi condensata nel claim “no money no party” – cioè sì in linea di principio all’autonomia differenziata ma solo dopo che sia stata garantita l’uniformità dei diritti da Trieste a Pantelleria e soprattutto solo dopo che siano state garantite e stanziate le risorse per i Lep – e la necessità di evitare uno “strappo” comunque pericoloso con la Lega di Salvini e di Calderoli.

Sullo sfondo il braccio di ferro Fi-Lega

In effetti, nelle ultime settimane tra Carroccio e Forza Italia, anche in Calabria, si stanno moltiplicando le tossine elettorali, e il tema dell’autonomia differenziata potrebbe ulteriormente amplificarle. Domani il Consiglio regionale potrebbe essere un “banco di prova” anche sotto quest’ultimo aspetto, se solo si pensa che sarà la prima seduta nella quale tra i banchi azzurri non siederà Katya Gentile, che ha lasciato fragorosamente Forza Italia per andare al Misto prima di formalizzare l’adesione alla Lega, data ormai per certa da gran parte degli addetti ai lavori. Insomma, la seduta consiliare per la maggioranza di centrodestra non si profila “comoda”. A quanto risulta, ancora non sarebbe stata stabilita una linea di condotta precisa, nel senso che non si sarebbe ancora definito come procedere domani in aula e soprattutto come concludere il dibattito, se con un atto formale o no e, se sì, con quale contenuto. Esclusa la possibilità anche solo di discutere una mozione già presentata dal Pd, ritenuta troppo radicale dal centrodestra, in queste ore si starebbe valutando da parte della maggioranza l’ipotesi di una mozione unitaria al fondo di una trattativa con l’opposizione (che manifesta una certa disponibilità a ragionare) o l’ipotesi di presentare una propria mozione. Ma il fatto è che nel centrodestra in realtà le posizioni sono anche diversificate: c’è chi dice che bisogna comunque tenere conto del “sentiment” complessivamente negativo rispetto all’autonomia da parte dell’opinione pubblica e della Chiesa di Calabria o della posizione contraria del proprio partito (un esempio, Azione) e c’è chi deve fare i conti con l’ortodossia dei partiti di riferimento, come i consiglieri regionali della Lega, al cui interno peraltro non mancano voci critiche e dissonanti come quella del presidente di Palazzo Campanella Filippo Mancuso, che è dato dagli addetti ai lavori sempre più in asse con il forzista Occhiuto e sempre meno in sintonia con il Carroccio. Secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza, comunque, prima dell’inizio dei lavori domani dovrebbe esserci un confronto per capire come muoversi in aula e fondamentalmente per evitare di entrare in un campo “minato”.  (a. cant.)

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