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Il futuro del mare calabrese: isole artificiali green nella zona economica esclusiva italiana

I nuovi scenari secondo Emilio Errigo, attuale commissario straordinario SIN Crotone-Cassano e Cerchiara di Calabria

Pubblicato il: 02/05/2024 – 9:16
Il futuro del mare calabrese: isole artificiali green nella zona economica esclusiva italiana

“Le energie alternative agli idrocarburi ed alle altre risorse ambientali, denominate energie rinnovabili verdi, bianche e blu, attraggono sempre più numerosi ricercatori e gruppi di investitori nazionali e fondi di investimento stranieri, verso la valorizzazione delle considerate fonti energetiche inesauribili, rinnovabili o, per dirla in sintesi più comprensibile, risorse libere presenti nella superficie delle acque del Mare Mediterraneo e degli spazi ancora disponibili della sottostante “Piattaforma Continentale Internazionale”, sottoposta alla sovranità nazionale italiana”: così Emilio Errigo, docente titolare a contratto di “diritto internazionale del mare” e “management delle attività portuali” Università della Tuscia, attuale Commissario Straordinario SIN Crotone-Cassano e Cerchiara di Calabria.
Secondo Errigo “acqua, aria e sole, sono stati e rimarranno per sempre le prime e più potenti energie delle quali gli esseri viventi possono godere liberamente, fermo restando l’obbligo giudico di stretta osservanza del diritto internazionale pattizio e convenzionale. Fino a quando il buon Dio lo vorrà, dunque, potremo beneficiare delle risorse acquee marine e del sottostante suolo del sottofondo marittimo nazionale per scopi di esclusivo interesse economico nazionale, in una vastissima area marittima, denominata convenzionalmente “Zona Economica Esclusiva”, già istituita e in attesa della prevista proclamazione in Italia, in attuazione delle legge 14 giugno 2021, n.91, (G.U. n.148 del 23 giugno 2021), titolata: “Istituzione di una Zona Economica Esclusiva (ZEE) oltre il limite esterno del Mare Territoriale”. L’acqua, che per sua stessa naturale composizione potrebbe essere denominata anche il “carbone bianco”, ha costituito e rappresentato per tutti la prima risorsa energetica per la produzione di energia, poi venne il sole, che opportunamente valorizzato tecnologicamente, ci donó in grandi quantità l’energia termica-solare, infine l’aria, non rimase ferma alle sole pale a vela dei mulini a vento, tanto che oggi non è raro vedere in ogni collina o alture montagnose, in brutta mostra ambientale, milioni di cosiddette pale eoliche, girare e girare senza alcuna tregua pacifica pur di produrre la tanto utile, desiderata, costosa e necessaria energia elettrica”.
Gli ampi spazi della superficie del mare della Calabria, ancora liberi (non è dato sapere sino a quando) da piattaforme marittime di esplorazione, ricerca ed estrazione degli idrocarburi e altre ingenti risorse minerarie, presenti nella sottostante piattaforma continentale calabra, saranno in un futuro non lontano interessati da presenze di numerosi investitori e gruppi di origine bancaria, nazionali ed esteri.
L’interesse per le aree marine caratterizzate da bassi fondali tipiche dei numerosi banchi sottomarini situati nella Piattaforma Continentale Italiana, con batimetriche livellate omogenee e le coste del mare della nostra amata Calabria, trova fondamento negli istituti giuridici di diritto internazionale del mare, della “Zona Economica Esclusiva e Piattaforma Continentale”, disciplinati dalla (UNCLOS).
La Convenzione di Montego Bay, firmata in Giamaica, dai rappresentanti plenipotenziari degli Stati partecipanti e aderenti alla convenzione, il 10 dicembre 1982, ratificata successivamente anche dall’Italia, con legge 2 dicembre 1994, n.689, titolata: “ratifica ed esecuzione della convenzione delle nazioni unite sul diritto del mare, con allegati e atto finale, fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982, nonché dell’accordo di applicazione della parte XI della convenzione stessa, con allegati, fatto a New York il 29 luglio 1994”.
In futuro si vedranno qui e là, in ordine sparso in mezzo al mare, non molto distanti dalla fascia costiera marittima della Calabria, apparire delle Isole Artificiali Green, infrastrutture abitabili e dotate di tutte le risorse energetiche e servizi necessari per vivere nel totale benessere psicofisico lontani dal caos e dall’inquinamento da monossidi di carbonio cittadino.
“Già le Agenzie immobiliari internazionali, hanno teso i padiglioni auricolari prima di arrivare all’appuntamento con ingiustificati ritardi rispetto ai prevedibili crescenti interessi dei fondi di investimento nazionali ed esteri”, aggiunge Errigo, che conclude: “La Calabria marittima e costiera dunque, sempre più attraente per il suo indiscutibile fascino ambientale unico al mondo, con la prevista possibilità offerta dal diritto internazionale convenzionale di autorizzare la realizzazione di Isole Artificiali, posizionati in mezzo al mare nelle aree più congeniali, si renderà appetibile dai mercati internazionali e mercanti stranieri. Sarà così?” si chiede Errigo. Il tempo ce lo dirà.

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