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L’”anomalia” Catanzaro, tra la fiera delle contraddizioni e il trionfo della realpolitik

Da Forza Italia al Pd, tra Comune e Regione: nel capoluogo della Calabria la politica, i partiti e i vari big seguono percorsi totalmente inediti

Pubblicato il: 16/05/2024 – 9:00
L’”anomalia” Catanzaro, tra la fiera delle contraddizioni e il trionfo della realpolitik

CATANZARO La fiera delle contraddizioni e il trionfo della “realpolitik”. Diversi osservatori politici parlano di un “caso Catanzaro” o almeno di una “anomalia Catanzaro” alla luce delle ultime vicende politiche che si sono delineate sullo scacchiere regionale e a cascata anche locale: l’adesione ufficiale – o il ritorno ufficiale, ma è lo stesso – di Antonello Talerico a Forza Italia, adesione “benedetta” dai “plenipotenziari” azzurri Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro, ha una valenza indubbia  per quanto riguarda gli assetti in Consiglio regionale ma anche per quanto riguarda il Comune di Catanzaro, perché Talerico a Palazzo Campanella è organico alla maggioranza di centrodestra mentre a Palazzo De Nobili De Nobili è alleato, il principale alleato, del sindaco di centrosinistra Nicola Fiorita. Secondo quanto riferito ieri a margine della conferenza stampa di adesione di Talerico dai big calabresi di Forza Italia, i due livelli possono per incanto coesistere: in sintesi, si è detto che «almeno per ora non ci sarebbe nessun problema per la prosecuzione dell’alleanza in Giunta a Catanzaro tra Talerico e Fiorita, in diverse altre realtà situazioni di questo tipo succedono e anche spesso». E’ vero ma Catanzaro non è un Comune qualsiasi, bensì è il capoluogo di regione: un po’ appannato, magari, ma sempre capoluogo di regione è. E’ poi comprensibile che in piena campagna elettorale, e in piena “conta” muscolare soprattutto con gli alleati, è meglio evitare contraccolpi troppi forti agli equilibri attuali, quali che siano, ma una contraddizione emerge subito e in modo lampante: e cioè il fatto che al Comune di Catanzaro c’è anche un gruppo di Forza Italia che è chiaramente all’opposizione di Fiorita e quindi di Talerico. Ora che Talerico è in Forza Italia, il gruppo comunale azzurro cosa farà? Continuerà ad attaccare Fiorita, e quindi Talerico, come ha giurato ancora ieri, o finirà con l’ammorbidirsi? E Fratelli d’Italia, che a Catanzaro esprime una leader nazionale come il sottosegretario Wanda Ferro, e la Lega, che a Catanzaro esprime un big come il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, cosa ne pensano di questa Forza Italia prensile, metà opposizione e metà maggioranza al Comune di Catanzaro?  

Nicola Fiorita e Antonello Talerico

Le contraddizioni ovviamente si intensificano quando poi si sposta il ragionamento nel campo del centrosinistra, che guida il Comune di Catanzaro evidentemente solo sulla carta.  Per fare spazio a Talerico e al suo gruppo Fiorita poco meno di un anno fa ha proceduto a una rivisitazione della sua Giunta, diluendone il tratto progressista, e ora dovrà in qualche modo far digerire alla sua coalizione e al suo movimento, “Cambiavento”, la prosecuzione dell’accordo di governo con un alleato, Talerico, adesso organico a un partito di centrodestra. E ancora: c’è un Pd che già ha subito un evidente ridimensionamento nel rimpasto di cui sopra e ora dovrà digerire e far digerire ai propri militanti e iscritti lo stesso menù che è sul tavolo di Fiorita, con il rischio aggiuntivo di non essere credibile quando attacca Forza Italia alla Regione, e analogo discorso vale per un Movimento 5 Stelle, che peraltro nel capoluogo è ai limiti dell’irrilevanza.  Ovviamente, gli stessi osservatori politici che mettono in fila tutte queste contraddizioni sono concordi anche nell’evidenziare qual è il modo per sterilizzarle: è la politica, bellezza, o meglio la realpolitik che tutto giustifica e tutto rende possibile. Anche quello che all’apparenza è impossibile. Soprattutto a Catanzaro, la città nella quale il trasversalismo è tutt’altro che un’eccezione… (a. cant.)

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