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«Basta con le menzogne». Calabresi e siciliani a Villa San Giovanni contro il Ponte sullo Stretto – VIDEO

Un coro unanime contro il progetto da 13,5 miliardi di euro definito un “bluff”. Bonelli: «Presenterò un altro esposto». Alessio: «Opera inutile». Sposato: «Pensare alle priorità»

Pubblicato il: 18/05/2024 – 13:00
di Mariateresa Ripolo
«Basta con le menzogne». Calabresi e siciliani a Villa San Giovanni contro il Ponte sullo Stretto – VIDEO

VILLA SAN GIOVANNI Al posto dell’immagine del ponte, a unire la sponda calabrese e quella siciliana il lunghissimo naso di Pinocchio. Un “bluff” viene etichettato da molti, da chi per le strade di Villa San Giovanni ha fatto sentire il proprio “no”. Un coro unanime contro il progetto da 13,5 miliardi di euro, riportato al centro dell’agenda di governo dal ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini, da cavallo di battaglia di Silvio Berlusconi con Forza Italia, oggi il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia è targato Lega. Il riavvio dell’iter, la riesumazione del progetto del 2011, la pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento relativo agli espropri: tutti passaggi che hanno portato alla protesta promossa dalla rete “No Ponte” Calabria e Sicilia che ha incassato l’adesione di Cgil, partiti politici, associazioni.
«Nonostante i professionisti del no, noi andiamo avanti: il Ponte sullo Stretto creerà lavoro, ricchezza e sostenibilità ambientale. Quindi li lascio a dire di no, e noi con gli ingegneri continuiamo a lavorare», ha fatto sapere nelle scorse ore Salvini, il cui obiettivo rimane aprire i cantieri entro il 2024.

Il corteo

“No al ponte delle menzogne”, recita il grande striscione in testa al corteo.
E ancora: “sì ai trasporti, alla tutela dell’ambiente, al lavoro, all’istruzione, all’acqua pubblica, ai servizi”. I manifestanti dalla centralissima piazza Valsesia hanno percorso le strade di Villa fino a Cannitello. Un coloratissimo corteo, dove hanno spiccato le bandiere “no ponte”, quelle della pace, ma anche tante della Cgil, di gruppi e partiti ambientalisti. E ancora gli striscioni dell’Anpi, del Partito comunista, del comitato “Titengostretto”, delle “docenti no ponte”.
Alla manifestazione ha aderito il sindaco di Villa San Giovanni Giusi Caminiti insieme alla sua amministrazione. Con la fascia tricolore, tra i manifestanti, i sindaci di Polistena Michele Tripodi e Gioia Tauro Aldo Alessio. Unico sindacato presente la Cgil con il segretario regionale Angelo Sposato. Tra le associazioni Libera, Legambiente e delegazioni della rete “no ponte” anche dalla Sicilia. Tra i politici presenti anche gli esponenti del Partito democratico e candidati alle Europee Sandro Ruotolo e Jasmine Cristallo, l’esponente di Avs Angelo Bonelli.

Le criticità del progetto

Su più fronti il progetto è stato criticato, bollato come “dannoso e inutile”, messo in dubbio anche da pareri tecnici: ai 68 punti critici messi in evidenza dal comitato scientifico si è poi aggiunta la Commissione Via e Vas del Ministero dell’Ambiente con ben 239 richieste di integrazioni alla Società Stretto di Messina che, attraverso il suo ad Pietro Ciucci, ha chiesto 120 giorni di tempo per rispondere a tutto. Da mesi da Villa San Giovanni c’è la richiesta di chiarezza, verifiche, attenzione, tutele «a fronte di una procedura tecnica che da più parti è stata ritenuta insufficiente, bisognevole di integrazioni, mancante di studi aggiornati». Osservazioni che hanno portato anche alla presentazione di un esposto alla Procura di Reggio Calabria.


LEGGI ANCHE: Ponte sullo Stretto, Ciucci chiede 120 giorni per presentare la documentazione integrativa


Bonelli: «Presenterò un altro esposto»

«Manifesteremo e continueremo a presentare interrogazioni ed esposti, se ne faccia una regione il ministro Salvini e l’amministratore delegato Ciucci perché quattordici miliardi di euro di soldi pubblici non sono un fatto privato tra la società Stretto di Messina e il Consorzio Eurolink, sono soldi degli italiani che hanno diritto di sapere se sono spesi secondo le procedure previste dall’Unione Europea e dalla legge dello Stato italiano», ha spiegato Bonelli ai microfoni del Corriere della Calabria, aggiungendo: «Ho chiesto di sapere qual è l’organismo tecnico che dirà sì al progetto. Mi è stato risposto che questo parere è stato già dato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Ma sapete quanto tempo fa è stato dato questo parere? Il dieci ottobre del 1997, ovvero ventisette anni fa. Non possono prenderci in giro e non ci faremo prendere in giro ed è la ragione per la quale sto preparando e martedì prossimo presenterò il terzo esposto integrativo alla Procura che già sta indagando su questa vicenda veramente per noi molto inquietante».

Gli espropri che fanno paura e le “altre priorità di Calabria e Sicilia”

E poi c’è il tema espropri, forse quello che ha generato più polemiche, oltre che paura e preoccupazioni tra gli abitanti di Villa e Messina interessati dal provvedimento. Sulla sponda calabrese le case da espropriare sono circa 150.
Ad essere interessati dall’occupazione di suolo, anche se non da espropri di abitazioni, saranno anche i comuni di Campo Calabro, Gioia Tauro, Limbadi, Nicotera, Seminara, Terranova Sappo Minulio e Varapodio.
E proprio il sindaco di Gioia Tauro, territorio interessato dal progetto, ha sottolineato che «la scelta del ponte è una scelta sbagliata, ancora non c’è un progetto esecutivo definitivo che possa rassicurare anche i cittadini al di là dell’impatto ambientale». «I soldi predisposti – ha aggiunto Aldo Alessio – potrebbero servire per dare la sanità a tutti gli italiani, un servizio sanitario nazionale adeguato alle esigenze dei nostri concittadini. Si potrebbe sistemare la rete ferroviaria. I comuni sono privati di fondi necessari per risistemare la rete idrica, la rete fognaria, le strade, i marciapiedi. Quindi parliamo di cose concrete. Anziché parlare di una grande opera che comunque non servirà a nessuno». Altre le priorità anche secondo il segretario regionale della Cgil Sposato: «Spendere 15 miliardi per il ponte è assolutamente inutile rispetto alle priorità e alle necessità che hanno oggi Calabria e Sicilia». (m.ripolo@corrierecal.it)

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