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La ‘ndrangheta tra Erba e Canzo e il duo Vona-Milazzo. «Ho in mano tutto, su cocaina e fumo decido io»

Nell’ordinanza firmata dal gip emerge il ruolo del classe ’85 come “leader” del gruppo ma anche quello del classe ’53 di Roccabernarda

Pubblicato il: 28/05/2024 – 17:27
di Giorgio Curcio
La ‘ndrangheta tra Erba e Canzo e il duo Vona-Milazzo. «Ho in mano tutto, su cocaina e fumo decido io»

MILANO L’indagine è nata dall’attività di contrasto al traffico di droga nel Comasco e dopo l’arresto, avvenuto il 28 dicembre 2019, di Laura Colantuono, svelando «un importante e diffuso fenomeno di narcotraffico, in prevalenza del tipo cocaina, ma anche di marjuana, hashish e di altre sostanze psicotrope» nel comprensorio dell’Erbese, a nord e a sud del lago del Segrino. Lo scrive nero su bianco il gip del Tribunale di Milano, Lorenza Pasquinelli, che ha portato all’arresto di 30 persone di cui 25 finite in carcere e 5 ai domiciliari.

I nomi

Ci sono: Marco Bono, Canali James, Colantuono Lara, Como Edmnod, Costanzo Paolo, Cutrì Michele Filippo, Cutrì Stefano, De Gennaro Querina, Di Franco Giuseppe, Guerrisi Pasquale, Lattuca Giuseppe, Simone Liguori, Nicodemo Macrì, Vincenzo Milazzo, Oppedisano Pasquale, Papalia Daniele Antonino, Papalia Domenico Salvatore, Papasidero Armando, Pesce Vincenzo, Pirrottina Giacomo, Pirrottina Giovanni, Potenza Leonardo, Vona Luigi, Zabzuni Lbrahim E Zincale Nunzio, Tutti Finiti In Carcere. Ai Domiciliari, Invece, Sono Finiti: Meta Dasbamir, Leone Guido, Polito Mario, Papasidero Vincenzo, Ventrone Carolina.

Il duo Vona-Milazzo

Il fascicolo è subito finito in mano alla Distrettuale antimafia di Milano essendo emersi da subito «importanti interferenze del gruppo criminale dedito al narcotraffico con i locali di ‘ndrangheta presenti sul territorio» annota ancora il gip, quello di Erba e quello di Canzo. L’indagine che si è sviluppata in questi anni, dunque, avrebbe permesso di accendere i riflettori (ancora una volta) sull’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, facente capo alla figura di Luigi Vona e Vincenzo Milazzo, «dedita all’acquisto, alla detenzione e alla cessione di sostanze stupefacenti di vario tipo come cocaina, marijuana e hashish», scrive il gip nell’ordinanza. Vona, classe ’53, è nato a Roccabernarda in provincia di Crotone mentre Vincenzo Milazzo, classe ’85, è nato in Germania. 

Il locale di Canzo e Erba

Associazione attiva nei territori di Canzo, Asso ed Erba, assume anche «una particolare connotazione, quella derivante dai suoi collegamenti con personalità, famiglie, conoscenze, culture e realtà maliose di tipo ‘ndranghetista già presenti in quel contesto territoriale», annota ancora il gip. Quanto emerso dalle indagini effettuate, soprattutto con riferimento ai contenuti delle conversazioni intercettate e al monitoraggio dei veicoli in uso agli indagati, è stata scoperta inoltre un’ampia attività illecita realizzata proprio da Milazzo e dai suoi sodali, «la cui portata può essere apprezzata dalla sistematicità e dalla continuità delle cessioni effettuate, all’organizzazione gerarchica del sodalizio, alla disponibilità di luoghi, mezzi e beni strumentali, nonché alla cospicua rete di clienti fidelizzati e di fornitori delle diverse sostanze illecite», riporta ancora il gip nell’ordinanza.

Milazzo il “leader” del gruppo

Secondo quanto emerso dalle indagini, tesi accusatoria avvalorata dal gip, a capo del gruppo ci sarebbe Vincenzo Milazzo, «leader principale del sodalizio criminale, promotore, capo, costitutore ed organizzatore dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nelle zone di Erba e Canzo-Asso». Il ruolo di Vincenzo Milazzo quale “capo organizzatore” dell’associazione veniva più volte ribadito, nel corso delle indagini, dallo stesso indagato. In una conversazione intercettata, ad esempio, è lui stesso ad affermare – vantandosene – di «avere in mano tutta la zona», annota il gip. «(…) ho in mano tutte queste montagne qua, ha in mano… com’è che si chiama, tutto Erba, tutto Merano… tutto… Costa Masnaga… ho in mano tutte le piazze… prima avevo in mano anche Madonna di Campiglio a Trento…». E ancora: «… tutto quello che si parla di “cocaina e fumo” sono io che decido…».

Vona capo del locale di Canzo

Dall’attività investigativa è emerso, invece, il ruolo di vertice di Luigi Vona, già capo del locale di ‘ndrangheta di Canzo, «punto di riferimento fondamentale per il sodalizio criminale» e, in particolare, per Vincenzo Milazzo, «a cui garantiva protezione contro possibili ritorsioni da parte di altri gruppi criminali rivali», annota il gip, e in particolare da parte dell’organizzazione di Michele e Pasquale Oppedisano.  Vona, nonostante fosse sottoposto alla misura della libertà vigilata al momento dello svolgimento delle indagini, «ricopriva all’interno dell’associazione un ruolo decisamente apicale», scrive il gip, «mantenendo rapporti diretti con Vincenzo Milazzo e presiedendo i summit dell’associazione». (g.curcio@corrierecal.it)

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