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il tour elettorale

Da Cosenza Santoro punta alle Europee. «Distanza enorme tra la Calabria e il resto del paese più sviluppato»

Tappa conclusiva del giornalista a capo del movimento “Pace Terra Dignità”. «È importante il tipo di voto che riusciremo a portare avanti»

Pubblicato il: 06/06/2024 – 18:43
di Fabio Benincasa
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Da Cosenza Santoro punta alle Europee. «Distanza enorme tra la Calabria e il resto del paese più sviluppato»

COSENZA Rischiava di rimanere fuori dalla contesa per conquistare un posto al Parlamento Europeo, ma il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di “Pace Terra Dignità” di Michele Santoro per la circoscrizione nordovest. La lista che fa capo al giornalista, che ha dovuto raccogliere 15mila firme in ogni circoscrizione, sarà presente in tutta Italia. Oggi la tappa conclusiva di una lunga e faticosa campagna elettorale a Cosenza, in piazza XI settembre. Per Santoro si tratta di un ritorno perché si era candidato dieci anni fa da indipendente nelle liste dell’Ulivo. Nel suo simbolo una colomba e le parole Pace, terra, dignità «sono le precondizioni del nostro programma sociale. Senza terra e dignità non può esserci pace. Chiediamo mutui accettabili per le case a tutti, prezzi delle materie prime adeguati per i consumi dei cittadini, sanità e istruzione gratuita per tutte le fasce sociali».

La visita a Majidi

Michele Santoro prima di arrivare nella città dei bruzi, visita Maysoon Majidi, detenuta da cinque mesi in carcere a Castrovillari. La donna è accusata di essere una scafista. «Siamo andati in carcere perché c’è questa ragazza incarcerata accusata di essere una scafista che però sembra avere prodotto tutte le prove del fatto che in realtà si tratta di una dissidente iraniana che è scappata dall’Iran perché è perseguitata e ha pagato per poter attraversare il mare e arrivare sulle nostre coste. Ovviamente si trova adesso in una situazione molto complicata e difficile, come capita spesso a persone accusate di essere scafisti senza esserlo e cercheremo in tutti i modi di batterci per la sua liberazione».

Autonomia differenziata, la Calabria lontana dal resto del Paese

«Siamo in una situazione di grandi ristrettezze finanziarie. Lo siamo in ragione della guerra, anche se questo non si dice. La guerra che si sta svolgendo in Ucraina ha avuto un impatto molto negativo sulla nostra economia, su quella dell’Europa e in particolare della Germania a cui noi siamo molto legati e quindi procedere in questo momento a riforme che accentuano le differenze tra le zone più forti del paese e quelle più deboli è molto avventuroso», dice Santoro. Che aggiunge: «Prima si dovrebbe raggiungere una situazione effettivamente di parità di diritti e poi si potrebbe anche differenziare. C’è una distanza enorme tra la Calabria e il resto del paese più sviluppato, fare anche una differenziazione così profonda produrrà ulteriori elementi di difficoltà».

Il timore dell’astensione

Una delle sfide più probanti per i candidati sarà convincere gli elettori a recarsi alle urne. «Noi ne porteremo qualcuno di più, questo è certo», sostiene Santoro. «Mi auguro – aggiunge – che questa ondata di voto nuovo che possiamo produrre sconvolga questa aritmetica ormai rituale molto stanca e che vede peraltro tutti i partiti che sono favorevoli all’invio di armi in Ucraina e anche alla partecipazione a operazioni militari in Medioriente in posizioni di vantaggio rispetto agli altri».

Par condicio?

Da giornalista, Santoro non ha mai risparmiato critiche ai politici campioni di presenza in tv. Sulla par condicio, Santoro non fa sconti. «C’è una violazione sistematica delle regole della cosiddetta par condicio, i telegiornali producono dei rulli a ritmo continuo con tutti i partiti tranne le formazioni nuove come la nostra e chiaramente questo crea una situazione di una gara truccata che è quella che si sta svolgendo».

Alla fine di questo percorso qual è la sua sensazione?

Un percorso iniziato in maniera tortuosa. «Tortuosa è la procedura burocratica fatta apposta per impedire a chi vuole partecipare di farlo, questo è un altro discorso. Già il fatto che noi dobbiamo raccogliere firme con uno sbarramento al 4% te la dice lunga sul fatto che proprio non si vuole far partecipare alle elezioni la gente. Ma è chiaro che è molto importante il risultato europeo, non tanto il fatto di raggiungere o no il quorum, che mi sembra un elemento francamente secondario, è importante però il tipo di voto che noi riusciremo a portare avanti». Per Santoro, «se noi superassimo la soglia del 3% vorrebbe dire avere una spinta a far nascere qualcosa di nuovo nel paese». (f.benincasa@corrierecal.it)

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