ROCCELLA JONICA Lo sbarco che mai avremmo voluto documentare, quello che lascia alle speranze di una vita migliore, il dolore di una vita spezzata. Sono sei in totale i corpi dei migranti recuperati in mare e arrivati al porto di Roccella Jonica in piena notte, il numero che era trapelato esattamente la sera precedente, così come ieri mattina, ma di cui poi non si era saputo più nulla. Due distinti arrivi, il primo intorno all’una e mezza con tre salme, l’altro poco prima dell’alba. Si tratterebbe di quattro uomini e due donne, di età apparente al di sotto dei 35 anni.
Le salme sono state portate a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera e trasportate su furgoncini funebri all’ospedale di Locri, dove verranno effettuati gli accertamenti medico legali. Sono sette dunque le vittime totali accertate. A perdere la vita anche una giovane donna, morta poco prima di arrivare al porto soccorsa dalla Guardia Costiera insieme ad altre undici persone, che invece sono arrivate ferite e sono adesso ricoverate negli ospedali di Locri, Polistena, Soverato e Reggio Calabria.
Rimangono ancora disperse circa cinquanta persone, le speranze di ritrovarle in vita si affievoliscono sempre di più e il naufragio della barca a vela nell’area al limite delle aree Sar di competenza della Grecia e dell’Italia a circa 120 miglia dalla Calabria, prende sempre più i contorni dell’ennesima strage in mare. Sull’imbarcazione, partita dalla Turchia e che navigava da circa otto giorni, viaggiavano numerosi nuclei familiari. Tra i dispersi – come raccontato dai superstiti – ci sono anche molti bambini. Continuano le indagini per accertare quanto accaduto, il naufragio potrebbe essere stato causato da un’esplosione avvenuta a bordo, che ha lasciato i segni sui corpi dei feriti.
Adesso inizia la ricerca disperata dei parenti dei superstiti e delle vittime. Già diverse persone si sono messe in contatto con le autorità per cercare di capire se su quella barca a vela viaggiava un familiare. E’ aperto da questa mattina a Roccella lo sportello di assistenza attivato dalla Prefettura di Reggio Calabria. (m.ripolo@corrierecal.it)
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