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Autonomia, Giani: coinvolgere Occhiuto nella richiesta del referendum

Il presidente della Toscana: noi regioni di centrosinistra dobbiamo aggiungerne una di centrodestra

Pubblicato il: 23/06/2024 – 12:06
Autonomia, Giani: coinvolgere Occhiuto nella richiesta del referendum

FIRENZE Se non fosse possibile il referendum contro la legge sull’autonomia differenziata delle Regioni “abbiamo sempre la possibilità del ricorso alla Corte costituzionale. Ci coordineremo con gli altri presidenti”. Così, in un’intervista al Tirreno, il governatore toscano Eugenio Giani che alla domanda se farà lui il capofila della Regioni contrarie al posto di Stefano Bonaccini risponde: “Lo sto già facendo e sono pronto a farlo, sono stato il primo a dirsi contrario”. Se per Tommaso Foti, capogruppo di Fdi alla Camera, l’autonomia non è stata approvata con il ddl Calderoli “ma è in Costituzione dal 2001, con una riforma che ha voluto la sinistra”, per Giani “non è così, nel 2001 è stato modificato il testo della Costituzione, ma la Carta non è mai immediatamente applicabile. Inoltre, l’articolo 116 non parla di autonomia differenziata”, introduce “la possibilità di una autonomia se vogliamo asimmetrica, cioè che può essere concessa per singole materie alle Regioni a statuto ordinario. E questa autonomia asimmetrica a cosa serviva? Serviva a leggere le differenze sul territorio, non a creare un fossato fra regioni producendo diseguaglianza”, partendo “dalla definizione dei Lep”: “Secondo la legge verranno finanziati dallo Stato, ma i contributi non verranno assegnati in proporzione alla popolazione, dunque con equità, ma attraverso la cessione di prestazioni. Questo significa condannare le regioni del Sud”. Giani si dice ancora favorevole all’autonomia, “ma una cosa è dare poteri alle Regioni con risorse che vengono distribuite in modo equo e solidale, una cosa è dare poteri alle Regioni con risorse che privilegiano alcune aree del Paese rispetto ad altre”. Sulle “armi” a disposizione, la più “efficace è il referendum” che potrebbe essere promosso da cinque Regioni: scoperto “che potremmo non poter fare affidamento sull’Emilia Romagna” per l’elezione di Bonaccini in Europa”, Toscana, Campania, Puglia e Sardegna devono “sperare di aggiungere una Regione di centrodestra”: “Proveremo a coinvolgere” il governatore della Calabria Roberto Occhiuto. “La seconda strada è quella del referendum che prevede la raccolta di 500mila firme. Ci sono già diverse forze sociali mobilitate, basti pensare alla presa di posizione netta del segretario della Cgil Landini. In questo caso si potrebbero unire l’autonomia e il premierato”. Infine la possibilità del ricorso alla Consulta: Calderoli ha inserito la riforma in un annesso finanziario, di natura fiscale, alla legge di bilancio ed è vietato il referendum abrogativo delle norme: “lì – osserva comunque Giani – scatteranno pareri e contro pareri come accade in queste situazioni, anche per capire se sia ammissibile inserire una riforma senza coperture in una legge di bilancio”.

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