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Il “metodo Dalla Chiesa” per catturare Luigi Galizia. I “cacciatori di latitanti” cosentini chiudono il cerchio dopo Greco e Abbruzzese

L’intuito investigativo e il ricorso all’utilizzo di tecniche tradizionali: raccolta di dati e monitoraggio delle persone più strette

Pubblicato il: 23/06/2024 – 14:48
di Fabio Benincasa
Il “metodo Dalla Chiesa” per catturare Luigi Galizia. I “cacciatori di latitanti” cosentini chiudono il cerchio dopo Greco e Abbruzzese

COSENZA Edgardo Greco, Leonardo Abbruzzese, Luigi Galizia: tre latitanti catturati. L’attività investigativa dei carabinieri di Cosenza e quella condotta dagli uomini del Reparto operativo guidati dal Tenente Colonnello Dario Pini ha permesso di rintracciare l’ennesimo fuggitivo. Un’operazione portata a termine seguendo il “metodo Dalla Chiesa“, con il ricorso all’utilizzo di tecniche investigative tradizionali: la raccolta di dati informativi da parte dei carabinieri, il monitoraggio delle persone più strette, l’analisi del contesto ambientale di riferimento e le costanti verifiche sulle banche dati dello Stato. Un metodo quello adottato dal Generale, ripreso ed utilizzato pedissequamente anche da Capitano Ultimo nella cattura di Totò Riina. La stessa tecnica ha consentito la cattura di Matteo Messina Denaro.

La caccia ai fantasmi

Meticolosi, attenti. I latitanti catturati e sopra elencati sono stati capaci di diventare fantasmi, mimetizzandosi in contesti lontani dalla Calabria pur mantenendo rapporti con le famiglie. Proprio questi legami, in due casi, hanno consentito agli investigatori di cogliere i pochi indizi utili per tentare di risalire al nascondiglio o al covo dei fuggitivi. E’ stato così per Nino Abbruzzese meglio conosciuto come “Castellino“, ed è accaduta la stessa cosa con Luigi Galizia, “tradito” dal rapporto con la compagna: pedinata e monitorata dai carabinieri di Cosenza. Che questa mattina, insieme ai colleghi del Comando provinciale di Salerno, coordinati dalla Procura Generale di Catanzaro, hanno posto fine ad una fuga durata sei mesi. Galizia, condannato in via definitiva all’ergastolo per il duplice omicidio di Edda Costabile e Ida Attanasio compiuto il 30 ottobre 2016, è l’autore della “strage di San Lorenzo del Vallo”.
La sentenza nei suoi confronti è divenuta esecutiva il 7 dicembre 2023, quando la Cassazione ha confermato il giudizio emesso sia in primo che in secondo grado. Ma quando le forze dell’ordine sono andate a cercarlo per portarlo in carcere, aveva già fatto perdere le tracce. L’ergastolano è stato rintracciato, nella notte, all’interno di un’abitazione di Sala Consilina.

La prima fuga di Galizia

Subito dopo il delitto di Edda Costabile e Ida Attanasio, la foto di Luigi Galizia aveva trovato posto nella bacheca dei ricercati. L’uomo ritenuto colpevole del duplice delitto non aveva dato notizie di sé dal giorno della “strage di San Lorenzo”: gli inquirenti lo avevano cercato per sentirlo come persona informata sui fatti. In quella occasione, dopo una settimana cederà dinanzi alla pressione di una fuga complicata e si presenterà davanti in caserma.

“Castellino”, il blitz a Bari e

Il 6 novembre 2023, a Bari, i carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza e Bari, danno esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Leonardo Abbruzzese: ritenuto prezioso anello di congiunzione tra i sodali e vertici dell’associazione di tipo ‘ndranghetista riconducibile ad esponenti della famiglia Abbruzzese di Lauropoli. Una quindicina di uomini delle forze dell’ordine accerchiano una villa a Bari, dove il rampollo degli “Zingari” di Cassano allo Jonio aveva trovato rifugio. Anche in questo, l’attività investigativa e il fiuto del tenente colonnello Dario Pini hanno la meglio. Si parte dalla ricostruzione dei movimenti dei soggetti gravitanti nella rete di relazione della quale “Castellino” poteva godere. Uomini e donne in grado di utilizzare qualsiasi mezzo per raggiungerlo, anche una ambulanza. Le telecamere posizionate in alcune vie di transito ritenute strategiche da chi indagava saranno decisive nell’individuazione prima e nella cattura poi. Leonardo Abbruzzese viene sorpreso nell’abitazione, il «portatore di ‘mbasciate per conto del clan» si consegna. Il suo ruolo di messaggero di comunicazioni tra i membri del sodalizio e il reggente della cosca Nicola Abbruzzese alias “Semiasse” viene neutralizzato.

I mille volti di Edgardo Greco

Edgardo Greco, superlatitante di ‘ndrangheta, era riuscito a cambiare vita, trasferirsi in Francia e riciclarsi come chef. Il 2 febbraio 2023, i carabinieri del Reparto operativo-Nucleo investigativo di Cosenza, lo rintracciano e lo arrestano a Saint Etienne, in collaborazione con i colleghi francesi. Stava lavorando a suoi impasti, quelli apprezzati dai francesi che tutto pensavano tranne di avere di fronte un killer in fuga. Edgardo Greco fa perdere le proprie tracce nell’ottobre del 2006, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro il 16 maggio 2014, in relazione all’ordine di carcerazione (datato 4 aprile 2014) per la esecuzione della pena dell’ergastolo a carico per il duplice omicidio di Stefano Bartolomeo e Giuseppe Bartolomeo consumato a Cosenza il 5 gennaio 1991 e per il tentato omicidio di Emiliano Mosciaro avvenuto sempre a Cosenza il 21 luglio 1991. Agguati maturati nell’ambito della guerra di mafia fra le cosche “Pino-Sena” e “Perna-Pranno”, che ha insanguinato il territorio cosentino nei primi anni ’90.

«Sono un pizzaiolo, avete sbagliato»

Vanità, il suo peccato preferito. A tradire Edgardo Greco, ex membro della ‘ndrangheta, non è stato un pentito e neanche una “compagna” poco attenta alle tracce lasciate lungo il percorso, ma una foto finita sui giornali. Greco si presenta in posa, occhiali da sole e sorriso compiaciuto, con alle spalle il ristorante: la sua nuova casa.
Paolo Dimitrio (questa la sua nuova identità) gestiva il “Caffè Rossini Ristorante“, un locale con cucina tipica italiana. Nel menù abbondano i prodotti freschi e rigorosamente made in Italy: la pasta, i dolci e il pane. Il locale conosce un periodo di crisi e a novembre 2021, “Paolo” è costretto ad abbassare la saracinesca.

Foto segnaletiche Edgardo Greco

Il 64enne di Belvedere Marittimo, è sposato e con due figli. Da tutti conosciuto come “Rocco”, viveva lontano dalla sua famiglia (residente in Austria) e grazie al suo ottimo francese era riuscito in poco tempo ad ottenere un onesto lavoro in uno dei ristoranti più importanti di Sant’Etienne. I carabinieri di Cosenza lo cercheranno proprio in Austria, seguendo gli spostamenti dei familiari, ma senza successo. Troppo scaltro Greco, profondo conoscitore del mondo criminale e delle tecniche investigative. In una delle sue tante vite si è anche pentito, salvo poi tornare sui propri passi e preferire la vita da latitante. Una vita normale, almeno fino all’arrivo delle forze dell’ordine che lo hanno rintracciato ed arrestato. La cattura e le successive rivelazioni sull’identità di Edgardo Greco hanno lasciato tutti sgomenti, anche il proprietario del locale “L’Agorà” dove il cosentino aveva trovato lavoro come chef.
Dicevamo, la vanità. Quegli scatti ai quali Greco non ha saputo rinunciare sono stati fatali per la fine della sua lunga fuga e determinanti per la sua cattura.

Nella prima (a sinistra) Edgardo Greco posa sulla rivista “La Tribune-Le Progrès” in occasione dell’apertura del suo ristorante a Saint-Etienne, nel giugno 2021. Nella seconda (a destra) posa sorridente nella cucina di un ristorante. I militari hanno analizzato gli scatti e grazie al riconoscimento facciale sono risaliti all’identità del latitante. Un sistema, dotato di intelligenza artificiale, è riuscito con uno vecchio scatto di Greco a rintracciare le due foto apparse sul web. Seguiranno incroci di dati e informazioni prima del risultato finale: una compatibilità superiore al 90%. Un software di riconoscimento facciale avanzato costa caro all’ex latitante dai mille volti e dalle tante vite. Dopo un iter giudiziario complicato, la Corte d’appello di Lione ha dato parere favorevole all’estradizione in Italia di Greco. L’Italia, attende il suo ritorno mentre Netflix pensa ad una serie a lui dedicata. (f.benincasa@corrierecal.it)

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