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la denuncia

Loizzo: «Autonomista convinta, per un Meridione servo di nessuno»

La parlamentare denuncia insulti e minacce dopo il voto sull’autonomia differenziata

Pubblicato il: 24/06/2024 – 10:29
Loizzo: «Autonomista convinta, per un Meridione servo di nessuno»

COSENZA Dopo il voto in Aula sull’autonomia differenziata, la parlamentare cosentina Simona Loizzo denuncia insulti e minacce tramite i social. Molti i politici calabresi che a seguito del via libera al disegno di legge si sono schierati contro il provvedimento, in particolare all’interno del centrodestra e della Lega stessa. Per la Loizzo si tratta di difendere una scelta politica che rappresenta “l’occasione di essere più capaci a far da soli e a non sopravvivere con l’assistenza delle elemosine statali mascherate da finti invalidi e reddito di cittadinanza”.

La dichiarazione

«In questi giorni, per aver espresso pubblicamente il mio voto da parlamentare calabrese leghista che si è presentata alle elezioni chiedendo consenso per potere avere più autonomia decisionale nei propri territori , ricevo minacce e insulti di ogni tipo. Non ne ho paura e le urla scomposte qualificano le argomentazioni dei contrari. Io non arretro e non cambio opinione a convenienza. Difendo – prosegue la Loizzo – la scelta della maggioranza di governo a favore di un Sud non più assistito e protagonista del proprio destino scelto dai suoi abitanti. La sinistra che per prima con voto a maggioranza ha modificato la Costituzione, ora per convenienza di parte vuole propinare ai meridionali un messaggio distorto in cui si sostiene che il Sud non avrebbe storia e cultura per autogovernare il riscatto del più grande divario geografico del mondo.
Mi si accusa di tradimento. Ma il vero tradimento per me sarebbe stato difendere lo status quo che conosciamo tutti. Noi invece dobbiamo modificare il centralismo che ha fatto proliferare gli abusi edilizi delle nostra magnifiche coste inquinando i nostri mari, dobbiamo essere noi a modificare la sanità che ci vede subire commissari di tutte le risme e predatori di grandi interessi economici. Le regole del gioco fino a questo momento hanno sempre favorito i nemici del Meridione. Dove vuole stare la Calabria in questa partita? Dipendere dal potere centrale spesso coloniale o rivendicare scelte di politica riformate dalle decisioni dei propri cittadini? Basta piangersi addosso Calabria, e’ finalmente giunto il tempo di liberarsi da politiche sanitarie sbagliate guidate da affari e interessi. Inutile gridare alla luna. Dobbiamo costruire un nostro governo regionale che nel suo programma abbia il reale compito di valorizzare le aree interne e tutelare tutti i nostri paesi popolandolo di progetti ecosostenibili, costruire nuova anagrafica classe dirigente ad ogni livello con i laureati delle università calabresi, far rimanere in Calabria i guadagni dell’energia che produciamo. Decenni di statalismo e finto regionalismo hanno prodotto emigrazione e meno opportunità per i calabresi. Abbiamo finalmente l’occasione di essere più capaci a far da soli e a non sopravvivere con l’assistenza delle elemosine statali mascherate da finti invalidi e reddito di cittadinanza.
I conservatori sono coloro che vogliono conservare lo status quo. E’ una patente che non mi appartiene quella di confondermi con quelli che vogliono che i nostri pazienti siano trattati come animali nei nostri pronto soccorsi. Non voglio stare con quelli che restituiscono i fondi del Pnrr perché non li hanno saputi utilizzare o con quelli che aspettano gli aiuti dello Stato come una manna dal cielo e non si mettono mai in discussione. Il nostro futuro è nelle nostre mani e mi rendo conto che questo fa molta paura a quella politica che con le regole cambiate deve mettere in gioco la propria responsabilità altrimenti non potrebbe giocarsi nessuna partita. La conosciamo tutti questa politica che dice no al cambiamento. E’ quella che vive sul bisogno della Calabria e sui bisogni dei calabresi esercitando il potere di dire chi lavora e chi non lavora, chi si cura e chi no. Io ho votato la speranza del cambiamento vero. Potete insultare quanto volete ma vi faccio notare che io ho votato per il principio di un Sud e di una Calabria che si rialzano con orgoglio e schiena dritta senza andare a chiedere sempre e soltanto la questua del momento con il cappello in mano. A tutti – conclude la Loizzo – dico che ho votato per il cambiamento perché credo nella Calabria e nei calabresi . E nessuna minaccia mi può far paura e arretrare da questo mandato. Alla minoranza urlante del tanto peggio tanto meglio un convinto invito a prenderci tutti in mano il destino della nostra Calabria e dei suoi residenti».

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