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Autonomia differenziata, Occhiuto: «Il centrodestra rischia un boomerang elettorale»

In un’intervista a Repubblica il governatore calabrese esprime preoccupazione: «Mi chiedo cosa succederà»

Pubblicato il: 20/06/2024 – 8:39
Autonomia differenziata, Occhiuto: «Il centrodestra rischia un boomerang elettorale»

«Sono dispiaciuto, penso che il centrodestra rischi adesso un boomerang elettorale non solo al Sud ma anche al Nord. Da governatore farò di tutto per difendere la mia terra e i miei cittadini». Così il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto in un’intervista a Repubblica sulla legge sull’Autonomia differenziata. Il via libera alla Camera della ddl targato Lega ha acceso polemiche non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all’interno della maggioranza di centrodestra. «Io parlo da presidente della Regione Calabria: comprendo il mio segretario Antonio Tajani che da vicepremier ha voluto onorare il patto di governo, anche se mi pare non si sia dimostrato entusiasta verso l’Autonomia. Sono riconoscente a Tajani che ha fatto e sta facendo un grande lavoro nel partito, e i risultati di Forza Italia lo dimostrano. Credo che però il problema riguardi il centrodestra a livello nazionale. Con questa legge approvata senza nemmeno un adeguato dibattito, temo che la nostra coalizione non riuscirà a compensare le preoccupazioni degli elettori del Sud con qualche voto in più, forse, al Nord», spiega Occhiuto, che parla del pericolo di un «boomerang elettorale per il governo».

Il nodo sui Lep. «Occorreva un ulteriore momento di riflessione»

«E’ un peccato perché Giorgia Meloni sta guidando l’esecutivo in modo ineccepibile, raggiungendo grandi traguardi. Questa legge doveva essere costruita come un treno con tre vagoni: l’Autonomia, la garanzia del finanziamento dei Lep su tutto il territorio nazionale, e poi la perequazione. Invece hanno riempito solo un vagone, e non va bene». Il presidente della Regione Calabria si dice preoccupato per gli interrogativi che accompagnano il finanziamento dei Lep: «Tornando alla metafora del treno sì, in stazione è arrivato solo il primo vagone: i Lep non sono finanziati e nemmeno stimati. Questo lavoro andava fatto. Ad esempio, negli ultimi anni si è calcolato il livello essenziale sugli asili e questo ha subito portato a un maggiore investimento al Sud, superando la spesa storica». «Occorreva un ulteriore momento di riflessione. – aggiunge Occhiuto – Di notte e in fretta è stata votata la legge per dare un contentino a una forza politica di maggioranza».

Le preoccupazioni di Occhiuto

«Mi chiedo – è quello che preoccupa il governatore calabrese – per esempio cosa succederà agli agricoltori calabresi pugliesi per l’esportazione dei loro prodotti se nel frattempo quattro o cinque regioni otterranno autonomia sul commercio e si organizzeranno anche con accordi con i Paesi stranieri. Forse questo è un tema che andava approfondito no? E, ancora, c’è un’altra cosa che mi preoccupa: la contrattazione del personale in due ambiti, la sanità e la scuola. Io in Calabria per cercare medici mi sono dovuto rivolgere a Cuba. Se domani qualche Regione potrà modificare il contratto dei medici finanziandolo con risorse proprie, ad esempio, avrebbe un grande vantaggio ulteriore rispetto alla mia Regione. Stesso discorso sulla scuola. Per carità, se ci danno le risorse necessarie ben venga tutto, ma non penso sia questa la strada che si vuole intraprendere». Rispondendo alle critiche del leader della Lega Matteo Salvini che rivolgendosi a Occhiuto ha detto «che non ha letto il programma del centrodestra e chi è capace non ha nulla da temere», il governatore calabrese afferma: «Nel programma c’è tutto il pacchetto, Lep compresi. Comunque ritengo di essere un governatore mediamente capace. Se facessimo un’ipotetica gara automobilistica conducendo tutti macchine di grossa cilindrata l’affermazione del leader della Lega potrebbe essere condivisibile. Ma finché le Regioni del Nord guideranno una Ferrari e quelle del Sud saranno costrette ad inseguire con una Panda, stiamo parlando del nulla».

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