VIBO VALENTIA Rinasce l’antica Hipponion tra nuovi scavi, nuove scoperte e innovative iniziative per valorizzare il patrimonio archeologico di Vibo Valentia. È quanto prevede l’ambizioso progetto ArcheoVibo, presentato ieri al Museo Archeologico “Vito Capialbi” di Vibo in sinergia con la Soprintendenza ABAP di Reggio-Vibo e l’Università di Messina. Alla conferenza hanno partecipato il direttore Maurizio Cannatà, il direttore regionale Musei Calabria Filippo Demma, la soprintendente Maria Mallemace, l’archeologo Michele Mazza e il professore UniMe Fabrizio Mollo. Sono intervenuti anche il sindaco di Vibo Enzo Romeo e il prefetto Giovanni Paolo Grieco. Uno «straordinario esempio di sinergia istituzionale», come definito da Cannatà, che mira a rendere nuovamente centrale a livello culturale la città di Vibo.
Non solo pura ricerca accademica, ma la volontà di entrare in piena simbiosi con la città e i cittadini, veri proprietari del patrimonio culturale vibonese. È l’obiettivo che si prefigge l’Università di Messina, rappresentata dal professore Fabrizio Mollo, sull’idea di una «archeologia pubblica» capace di «riaccendere nelle persone quel valore affettivo verso la tutela e un attaccamento per il patrimonio». L’idea è di consentire la fruizione degli scavi e di condividere pubblicamente scoperte e dati sulla storia vibonese. Le modalità le spiega il ricercatore Marco Sfacteria, che insieme alle ricercatrici Valentina Casella e Cristina Zappia si occuperanno concretamente del progetto. «Si scaverà ex novo, avvieremo indagini archeologiche, otterremo nuovi dati. Vibo è stata una delle colonie più importanti della Magna Graecia, ne conosciamo i capisaldi, ma abbiamo ancora pochi dati». Da qui anche la promozione di GIS, una piattaforma capace di catalogare e georeferenziare scoperte e dati derivanti dagli scavi, poi condivisibili con la comunità scientifica.
Un progetto che, aggiunge il direttore regionale Musei Calabria Filippo Demma, «serve a sviluppare strategie di collaborazione, indagine e ricerca, portare giovani ricercatori sul nostro patrimonio che ne scopriranno o riscopriranno dati e informazioni». Nuova linfa vitale, dunque, per i centri culturali calabresi: «Ci daranno l’occasione – continua Demma – di recuperare monumenti o riaprire contesti e aree a lungo sottratte alla fruizione pubblica, come le magnifica mura greche della colonia di Hipponion». Esprime soddisfazione anche il direttore del Museo Archeologico di Vibo Maurizio Cannatà: «Nuovi scavi, nuove ricerche, nuove occasioni di valorizzazione e fruizione da parte della collettività. La ricerca è un elemento essenziale per la tutela, ma soprattutto per conoscere il passato e per saperlo raccontare». Un’occasione non soltanto per arricchire il patrimonio archeologico di Vibo con nuove scoperte, ma anche per rivalutare quelle preziose fatte fin qui. «È una città che ha ancora tanto da scoprire, ma deve anche rileggere quello già scoperto nel corso degli anni che va messo a sistema e reso il più possibile noto a tutti, alla comunità scientifica e ai tanti cittadini che ancora conoscono poco la loro storia».
Un progetto di valorizzazione che parte fin da subito con la riapertura delle mura greche vibonesi, tra le meglio conservate e più imponenti d’Italia. Fin qui inaccessibili per il pubblico, dopo un’attesa di oltre dieci anni, saranno nuovamente fruibili in maniera stabile dai cittadini. Dal 7 luglio al 30 settembre, infatti, sarà possibile visitarle ogni giorno alle ore 18 con lo stesso biglietto che consente l’accesso al Museo Archeologico di Vibo. Un’ulteriore offerta culturale proposta dal Museo che, nonostante la carenza di organico, ha registrato in questi anni un exploit di turisti e cittadini consolidandosi come eccellenza del territorio. «Il museo nel 2023 – ha detto ai nostri microfoni il direttore Cannatà – ha raddoppiato i suoi visitatori e il trend fino a giugno è di un ulteriore 40% rispetto allo scorso anno. Siamo sempre di più interesse dei tanti turisti, cittadini, scuole e studenti che vengono a trovarci per conoscere la meravigliosa storia di Hipponion. A questo percorso espositivo aggiungiamo ora un ulteriore importante offerta culturale». (redazione@corrierecal.it)
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