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«La nuova sfida per una vera inclusione delle persone con disabilità»

Nunzia Coppedé: «Facciamo in modo che questo 3 dicembre non sia solo una celebrazione simbolica»

Pubblicato il: 03/12/2024 – 17:00
di Nunzia Coppedé*
«La nuova sfida per una vera inclusione delle persone con disabilità»

«Dopo la Convenzione Internazionale delle Persone con Disabilità, le associazioni hanno assunto un mantra comune, le persone con disabilità hanno il diritto di poter vivere la loro vita come tutti gli altri. Già, qui in Italia, ancora prima della Convenzione, la Legge 328/2000 all’articolo 14 introduceva il progetto personale e con la Convenzione l’idea che le persone con disabilità potessero realizzare un proprio progetto di vita, addirittura andare a vivere per proprio conto, mettere su famiglia, lavorare; solo a dirlo sembrava strano, ma anche grazie ai progetti sperimentali e alla caparbietà di alcuni che ci hanno creduto fin dall’inizio, il Governo ha dovuto prenderne atto e legiferare per rendere possibile l’impossibile. La Legge Delega del dicembre 2022 ha dato vita ad un processo destinato a modificare completamente l’approccio nei confronti delle persone con disabilità. Un cambio di paradigma che sta costringendo le amministrazioni comunali a reinventare le politiche da agire, progetti personali e non più la divisione dei pani disponibili tra i richiedenti. Con il Decr. 62 di maggio 2024 il progetto di vita entra con forza nelle politiche rivolte alle persone con disabilità, per tutti i tipi di disabilità e per tutte le età. Il progetto si costruisce attraverso l’attivazione dei sostegni necessari, unendo le opportunità e le risorse disponibili, ricercando eventuali risorse aggiuntive. Importantissima la Commissione Multidisciplinare socio-sanitaria che ha il compito di stilare il progetto non condizionando le richieste e i desideri della persona con disabilità o, in caso di persona non in grado di autorappresentarsi del familiare o affine che la rappresenta.
Questo cambio culturale porta con sé altre due cose importantissime:
1. Non si può parlare di progetto personalizzato senza tener conto dell’accessibilità dell’ambiente in cui la persona vive, la mobilità, la possibilità di vivere il territorio. È un cambio di paradigma che si porta dietro l’aumento della consapevolezza che ostacolano atti di vita quotidiana e la politica non potrà far finta di nulla.
2. L’abrogazione per legge di alcuni termini discriminanti favorisce il rispetto e la dignità della persona. Facciamo in modo che questo 3 dicembre non sia solo una celebrazione simbolica, ma un’occasione in cui i riflettori si accendono sulle sfide quotidiane e future e soprattutto sulle opportunità per costruire un futuro più equo e inclusivo».

*Presidente Fish Calabria

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