L’ultimo drammatico incidente stradale ha provocato la morte di un ragazzo di soli 15 anni. Riccardo Fabiano è morto a seguito di uno scontro sulla strada statale 109 della Sila, in località Piterà di Catanzaro. Nell’impatto tra due auto sono rimasti feriti altri sei giovani.
Nella notte tra il 23 e il 24 dicembre a San Pietro a Maida, le vittime sono state altre due giovanissime, Maria Sonetto di 17 anni e Anna Pileggi di 18. Feriti altri tre giovani che viaggiavano tutti su un’auto finita fuori strada.
Pochi giorni prima, sull’Autostrada A2 del Mediterraneo, a perdere la vita madre e figlia di appena 10 anni. Nello scontro, che ha coinvolto in totale 11 veicoli, tra cui un autoarticolato, un pullman e un furgone, hanno avuto la peggio la 39enne e la piccola che viaggiavano in direzione Nord, tra Mormanno e Laino, da Messina stavano raggiungendo in auto il nord.
Vite spezzate sulle strade calabresi, teatro di incidenti causati da diversi fattori. Si tratta spesso di arterie obsolete, come denunciato da anni dall’Organizzazione “Basta vittime sulla strada” quando si parla di Statale 106, quella che è tristemente nota come “Strada della morte”. Spesso ad aggiungersi sono distrazione e manovre azzardate. Sono centinaia i feriti che si registrano durante il corso dell’anno, decine i morti. Un bilancio drammatico confermato dalla rilevazione dell’Istat che, nel 2023, lascia registrare un aumento delle vittime sulla strada in Calabria del + 47,3% nel mentre in Italia si registra una diminuzione del 3,8%.
2024 che è iniziato con una tragedia che ha colpito la comunità di San Luca. Lo scorso 6 gennaio sulla 106 nei pressi di Montauro un incidente ha causato quattro vittime, Domenico e Antonella Romeo, di 27 e 18 anni, Teresa Giorgi, di 34, ed Elisa Pelle, di 24. I quattro giovani viaggiavano su una Fiat Panda che stava procedendo in direzione sud, e che si è scontrata con un’altra automobile che viaggiava verso nord. Dopo poche settimane, il 22 febbraio, a perdere la vita sull’arteria un altro giovane legato al paese aspromontano, il calciatore 31enne Marco Pezzati, giocatore del San Luca e originario di Scandicci, in Toscana. Lo stesso tragico destino toccato al 32enne Alfredo Aleardi e al giovane Mattia Porto, quest’ultimo ha perso la vita in quello che viene chiamato “curvone della morte” sulla Statale 106. Come la loro, tante altre vite spezzate: padri, madri e figli che sulle strade calabresi hanno incontrato la morte.
I dati relativi al 2024 rappresentano una vera e propria emergenza, spiega al Corriere della Calabria il presidente dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” Fabio Pugliese. Da 2020 in poi il numero dei decessi è drasticamente aumentato. Nello specifico, infatti, il drammatico rapporto dell’Istat evidenzia che sulla Statale 106 in Calabria si registra il maggior numero di incidenti e di decessi: nel 2023 sono state 22 le vittime, al 23 dicembre l’Organizzazione ne conta già 28 (6 in più rispetto a quelle totali dello scorso anno).
«La vera priorità infrastrutturale – evidenzia l’Organizzazione – è l’ammodernamento a 4 corsie con spartitraffico centrale della Statale 106, la seconda arteria viaria della Calabria che, purtroppo, dal ’96 ad oggi ha determinato oltre 15mila sinistri, circa 25mila feriti (molti dei quali con danni permanenti), ed almeno mille vittime». «Mancano da anni – spiega Pugliese – interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione. Non abbiamo un piano strategico, non c’è una visione, qualcosina è stata fatta ma è troppo poco rispetto a quello che serve. Noi abbiamo indicato una cifra: mezzo miliardo di euro per interventi di messa in sicurezza urgente: ad esempio mettere i guardrail dove mancano e le rotatorie dove serve».
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