ROMA E’ stato l’avvocato Luigi Li Gotti a depositare l’esposto da cui è nato il procedimento, a Roma, che vede indagata la premier Giorgia Meloni, i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Lo ricorda l’AGI. Nel fascicolo si ipotizzano i reati di favoreggiamento e peculato in relazione “alla liberazione di Osama Almasri, catturato su mandato della Corte Penale Internazionale, con l’accusa di tortura, assassinio, violenza sessuale, minaccia, lavori forzati, lesioni in danno di un numero imprecisato di vittime detenute in centri di detenzione libiche. Si allega all’uopo il resoconto giornalistico sui fatti”, scrive Li Gotti nella denuncia visionata dall’AGI, e “si chiede che vengano svolte indagini sulle decisioni adottate e favoreggiatrici del suddetto Osama Almasri – si legge ancora – nonché sulla decisione di utilizzare un aereo di stato per prelevare il catturato (e liberato) a Torino e condurlo in Libia”.
Li Gotti, calabrese – è nato a Mesoraca oggi in provincia di Crotone – è un avvocato noto per aver rappresentato la parte civile nel processo per la strage di Piazza Fontana, i familiari del maresciallo Oreste Leonardi nel processo Aldo Moro, la famiglia del commissario Luigi Calabresi in un lungo iter processuale, per aver svolto la difesa nel processo per i fatti della Diaz a Genova, per partecipato ai processi di strage di Capaci, via D’Amelio e degli Uffizi e per aver assistito i familiari delle vittime del naufragio di Cutro. Ma è noto soprattutto per aver difeso pentiti di mafia di primissimo rango quali Tommaso Buscetta, Totuccio Contorno, Giovanni Brusca, Francesco Marino Mannoia e Gaspare Mutolo. Anche la sua carriera politica è stata molto significativa: Li Gotti è cresciuto nei movimenti giovanili della destra a Crotone, Msi e poi An, poi nel 2002 il passaggio a Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e quindi l’incarico di sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Prodi, come ha ricordato la Meloni nel video in cui comunica il ricevimento dell’avviso di garanzia per il caso Almasri. (c. a.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
Senza le barriere digitali che impediscono la fruizione libera di notizie, inchieste e approfondimenti. Se approvi il giornalismo senza padroni, abituato a dire la verità, la tua donazione è un aiuto concreto per sostenere le nostre battaglie e quelle dei calabresi.
La tua è una donazione che farà notizia. Grazie
x
x