Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 21:21
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

tra passato e futuro

La reunion dei “saggi” del centrosinistra. «La Calabria può davvero andare avanti così?»

A Lamezia Terme l’incontro (informale) tra volti storici dell’attuale fronte progressista. Che – dice Loiero – «deve cambiare passo»

Pubblicato il: 02/01/2026 – 19:40
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
La reunion dei “saggi” del centrosinistra. «La Calabria può davvero andare avanti così?»

LAMEZIA TERME A un certo punto le sedie non bastavano più ed è stato Agazio Loiero in persona ad alzarsi e ad andare a procurarsele… La reunion dei “saggi” o dei “padri nobili” del centrosinistra calabrese in un noto hotel alle porte di Lamezia Terme è una sorta di “richiamo della foresta” (politica) per tanti volti storici di quello che oggi viene definito il fronte progressista o campo largo, tanti volti storici del centrosinistra che non si rassegnano a registrare la perdurante mancanza di risposta a una domanda semplice: «Questa regione può davvero andare avanti in questo modo?».

I motivi della reunion

Il “richiamo della foresta” l’ha lanciato nei giorni scorsi, in modo del tutto informale, con il classico messaggio Whatsapp girato in diverse chat, Franco Petramala, e a raccoglierlo sono in effetti in tanti. Definirli ex forse è sbagliato, sicuramente sono ex di diversi partiti ma non si sentono ex della politica: la platea infatti si riempie di nomi di estrazione (e storia) democristiana, socialista, comunista, repubblicana. Insomma, il centrosinistra classicamente inteso solo che qui c’è il centrosinistra dei delusi rispetto a quello che oggi è diventato il centrosinistra. L’obiettivo di promotori e partecipanti è «ricostituire quello spirito di collaborazione» che fu la forza del centrosinistra dei tempi e degli anni ruggenti e «di conseguenza creare una nuova prospettiva di governo». «La necessità di una concordia tra le forze del progresso», la chiama Petramala. E il “richiamo” fa presa. Tra i tanti, oltre a Petramala e Loiero ci sono Sandro Principe, che è quasi il paradigma, la personificazione del messaggio che la reunion vuole inviare al centrosinistra, quello del recupero di una passione e di una visione riformista che metta al centro la politica, Franco Ambrogio, Nino Gemelli, Michele Drosi, Roberto Castagna, Gigi Incarnato, Brunello Censore, Mario Maiolo, Tonino Scalzo, Francesco De Nisi, Salvatore Perugini, Pino Napoli, mentre di attuali rappresentanti istituzionali c’è il consigliere regionale Enzo Bruno che si è formato al fuoco di queste esperienze.

«La Calabria può andare avanti così

Il rischio del “reducismo” e dell’”operazione nostalgia” ovviamente è dietro l’angolo, ma lo si vuole scacciare via puntando sui contenuti. «Bisogna guardare avanti insieme, altrimenti – rimarca Petramala – si procede per semplificazioni, per dispetti, per un esercizio del potere esclusivo e personale, che è proprio ciò che ha prodotto i risultati negativi che oggi vediamo». E Loiero, di rimando. «Il problema – dice l’ex presidente della Regione ed ex ministro – è questo: secondo voi si può continuare così? Questa regione può davvero andare avanti in questo modo? Non ci si può curare, la povertà aumenta. C’è un saggio dell’antropologo Vito Teti che negli ultimi tempi mi è capitato spesso di citare: nel giro di cinque anni – non venti o trenta, ma cinque – mille comuni del Mezzogiorno, in gran parte in Calabria, non esisteranno più. Saranno cancellati. Di queste cose vogliamo occuparci o no? Io in Regione ci sono stato, so quante difficoltà ci siano, ma sulla sanità possiamo davvero continuare così? Ditemi: quale altra regione potrebbe restare commissariata nella sanità per quindici anni? Non parlo della Lombardia o del Veneto, ma la Basilicata accetterebbe una cosa del genere? Ecco, dovremmo discutere di questo, perché – sostiene Loiero – non ne possiamo più di sentire tante chiacchiere sui social. Noi invece dobbiamo stare con i piedi per terra, sui problemi reali». “A buon intenditor”, fa capire poi Loiero quando aggiunge, arrivando al cuore del problema: «Non c’è dubbio che serve un cambio di passo anche da parte del centrosinistra. Non c’è dubbio che debba adeguarsi meglio alle temperie attuali, fare più opposizione». E l’ultimo messaggio lo invia ancora Petramala, un richiamo alla lezione del passato per attualizzarla ai tempi di oggi: «Qual è stato il periodo migliore di questo Paese? È stato quello del centrosinistra delle grandi e importanti riforme: dallo Statuto dei diritti dei lavoratori fino alla riforma sanitaria. Riforme che si sono concentrate in una fase storica in cui il centrosinistra ha saputo strutturare un cambiamento vero e duraturo. Occorre ricominciare da dove, purtroppo, quel percorso si è interrotto bruscamente». (a. cant.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x