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“Il Misantropo” a Polistena e Filadelfia: la commedia di Molière osserva la società contemporanea

La regia di Riccardo Rombi trasporta l’opera del XVII secolo in un atelier di moda, tra nuovi miti, mode e contraddizioni della vita moderna

Pubblicato il: 03/01/2026 – 10:09
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“Il Misantropo” a Polistena e Filadelfia: la commedia di Molière osserva la società contemporanea

POLISTENA Riparte, il 9 gennaio Polistena e il 10 gennaio Filadelfia, alle ore 20.45, la stagione teatrale Lo sguardo oltre, con Il Misantropo, di Molière, adattamento e regia di Riccardo Rombi, con Giorgia Calandrini, Francesco Franzosi, Giuseppe Losacco, Guido Targetti, Dafne Tinti, peruna produzione Catalyst. Una commedia sociale in cui Molière si diverte a farci osservare dal suo punto di vista la società di ieri a confronto con quella di oggi, dandoci la chiave per comprendere la tragedia della condizione umana, fragile e subordinata a eventi incontrollabili.
L’appuntamento apre il nuovo anno della stagione teatrale di Dracma – Centro di Produzione Teatrale curata da Andrea Nasograzie al sostegno del MIC – Ministero della Cultura, della Regione Calabria, del Comune di Polistena e del Comune di Filadelfia, e la collaborazione dell’Istituzione Teatro Comunale Filadelfia.


Il misantropo è il secondo momento della trilogia “L’umano ritrovato”, dedicata a Molière, che Riccardo Rombi riscrive immaginando un via vai di personaggi e situazioni in un atelier di moda.
«Nel XVII secolo le opere di Molière trovavano la loro ragion d’essere nella critica sociale all’ignoranza. Oggi, nel contesto storico che stiamo vivendo, queste tematiche sono più attuali che mai. Molière, con la sua ironia tagliente e la sua profondità di pensiero, ci offre una lente attraverso cui osservare la società di ieri e di oggi. Le sue opere ci ricordano che la commedia, nella sua essenza, non è solo intrattenimento, ma un mezzo per esplorare e comprendere le tragedie umane» sono le parole della compagnia.


Il protagonista cercherà di sbrogliare la matassa ingarbugliata del mondo che sta cambiando, cercando quel filo dal quale tutto è partito, che ci fa rincorrere nuovi miti e nuove mode, confondendo l’etica con l’estetica, la musica col frastuono e l’amore con l’adulazione, dandoci la consapevolezza di essere circondati da compositori improvvisati, mistici e promoter. Tutti questi personaggi si alternano sulla scena nello sfondo dell’atelier, tentando di conquistare gli onori della cronaca, mentre il protagonista rimarrà imbrigliato nella complicata matassa. 

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