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la rassegna teatrale

“Mio cognato Mastrovaknic”: al Teatro Silvio Vuozzo di Cosenza la memoria dei campi di internamento

Domenica 4 gennaio, il terzo appuntamento di Voci dal Sottosuolo racconta la storia di Uccio e di un professore polacco, imprigionati per motivi legati all’omofobia e alla guerra

Pubblicato il: 03/01/2026 – 9:07
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“Mio cognato Mastrovaknic”: al Teatro Silvio Vuozzo di Cosenza la memoria dei campi di internamento

COSENZA Domenica 4 gennaio, alle 18, il Teatro Silvio Vuozzo, all’interno della scuola dello Spirito Santo, ospita il terzo appuntamento di “Voci dal Sottosuolo”, la rassegna curata dal Kollettivo Kontrora in collaborazione con Teatro del Carro – Pino Michienzi 
In scena va “Mio cognato Mastrovaknic”, scritto da Ciro Lenti e interpretato da Paolo Mauro e Marco Tiesi, con la regia di Lindo Nudo. La produzione è diTeatro Rossosimona. Biglietto simbolico: 1 euro.
La pièce riporta il pubblico nel 1943, nel campo di internamento di Ferramonti, dove un giovane fabbro locale, Uccio, condannato per reati comuni, viene per errore rinchiuso nella baracca riservata agli omosessuali, allora perseguitati come “nemici della razza”. È qui che incontra Mastrovaknic, un professore polacco incarcerato per essersi dichiarato omosessuale.
All’inizio il rapporto tra i due è conflittuale, segnato dai pregiudizi di Uccio, ma Mastrovaknic escogita un piano singolare, capace di cambiare le sorti del giovane fabbro e, soprattutto, di ridare dignità a chi era considerato “diverso”. La vicenda intreccia memoria storica e tensione emotiva, mostrando come l’ingegno e l’umanità possano sopravvivere anche nelle circostanze più drammatiche.
La produzione promette di coinvolgere il pubblico con un racconto intenso, fatto di ricordi nascosti, contrasti e solidarietà improvvisa, continuando la linea della rassegna di dare voce a chi la storia ha dimenticato. (redazione@corrierecal.it)

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