Ionà: «Sulla sanità Bruno fa populismo. La Calabria non torna indietro»
Il consigliere regionale di Occhiuto Presidente replica alle affermazioni del capogruppo della lista Tridico Presidente

LAMEZIA TERME «Le dichiarazioni del consigliere Enzo Bruno sulla sanità calabrese sono l’ennesima dimostrazione di populismo sanitario e miopia politica. Un attacco strumentale, privo di proposte concrete, che serve solo a mascherare l’irrilevanza di una formazione politica il cui leader, Pasquale Tridico, ha preferito la poltrona di Bruxelles piuttosto che restare nel Consiglio regionale a difendere i calabresi». Così il consigliere regionale Emanuele Ionà replica alle affermazioni del capogruppo della lista Tridico Presidente. «Bruno parla di liste d’attesa e Pronto Soccorso in sofferenza come se fossero problemi nati oggi – prosegue Ionà – dimenticando che la sanità calabrese è stata ridotta in macerie da decenni di malagestione, proprio da quel sistema politico-amministrativo che la sua area ha alimentato o non ha mai avuto il coraggio di scardinare. Oggi, invece, il presidente Roberto Occhiuto sta lavorando per ricostruire la sanità partendo da una situazione drammatica». «I fatti – sottolinea Ionà – smentiscono la propaganda. L’obiettivo è chiaro: azzerare le liste d’attesa entro la fine del prossimo anno, attraverso un’Unità centrale di gestione dedicata e uno stanziamento di circa 180 milioni di euro per l’acquisto di prestazioni sanitarie da strutture private accreditate. A questo si aggiunge l’integrazione tra pubblico e privato all’interno di un Centro Unico di Prenotazione regionale, per garantire equità, trasparenza e tempi certi ai cittadini». Sul ruolo di Azienda Zero, Ionà è netto: «Definire “monarchica” la centralizzazione delle committenze e dei concorsi è un insulto alla logica amministrativa. Azienda Zero nasce per togliere potere discrezionale alle singole Asp, spesso diventate centri di spesa fuori controllo, e per uniformare servizi e procedure. Altro che caos: sta sbloccando concorsi fermi da anni e portando medici e risorse dove prima c’era solo il vuoto». «Bruno – conclude il consigliere regionale – invoca proposte operative ma non ne avanza nemmeno una, limitandosi all’insulto personale e al complottismo politico. Anche i dati Agenas, che lui cita solo in parte, certificano miglioramenti puntuali e una riduzione delle inefficienze gestionali. Quella di Bruno non è critica politica, ma il livore di chi vede smantellato un vecchio sistema basato su frammentazione e inefficienza. Se ne faccia una ragione: la Calabria non torna indietro».
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