Pannelli dell’Anm dentro il tribunale di Reggio, le proteste: «È teppismo elettorale»
Dure critiche da parte di Maurizio Gasparri e Giorgio Mulè: «Intervenga il presidente Mattarella». La replica dell’Anm di Reggio: «Ci sono anche manifesti per il Sì»

REGGIO CALABRIA Scoppia la polemica a Reggio Calabria dopo le immagini, pubblicate dall’esponente di Forza Italia Maurizio Gasparri, di un pannello che invita a votare No al prossimo referendum sulla giustizia all’interno del Tribunale. «Per tacere del resto, leggiamo esterrefatti di cene con sottoscrizione promosse con la propria sigla dall’Associazione nazionale magistrati. Come se si trattasse di un partito o di una qualunque associazione privata e non dell’associazione che raggruppa coloro che dispongono della libertà e della reputazione dei cittadini italiani. Una condotta scandalosa, degna del carnevale di Rio, non dell’ordine giudiziario. Come se non bastasse, vediamo immagini raccapriccianti del tribunale di Reggio Calabria, all’interno del quale sono stati collocati sei pannelli di 2 metri per 2 di propaganda referendaria dell’Associazione nazionale magistrati».
Gasparri: «Mattarella intervenga»
«Se io mi recassi con un volantino del mio movimento politico all’interno di un tribunale sarei giustamente allontanato dai carabinieri, perché non sono luoghi adatti per la propaganda politica di parte. Invece i magistrati, abusando del loro ruolo, arrivano a fare questo. Chiedo pubblicamente al Presidente della Repubblica se queste cose sono compatibili con il suo appello. Presidente Mattarella, questi atteggiamenti dei magistrati dentro i tribunali sono gravi e intollerabili. La prego di intervenire quale presidente del CSM, perché il suo appello alla sobrietà e al senso di responsabilità cadrebbe nel vuoto in caso diverso».
Mulè: «Un atto di teppismo elettorale»
«Annettere il tribunale di Reggio Calabria e trasformarlo, come fanno gli scalmanati che occupano gli edifici pubblici, con cartelli intrisi di falsità sul referendum offende l’istituzione e dovrebbe indignare chi dovrebbe salvaguardarla». Lo afferma il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. «Disseminando il tribunale con quei cartelli, l’Anm ha compiuto un atto di teppismo elettorale gravissimo che pretenderebbe immediate iniziative da parte del presidente del Tribunale e delle alte magistrature del capoluogo». Commentando quanto avvenuto all’interno del tribunale del capoluogo, «parliamo tra l’altro della stessa sede di corte d’Appello che – rammenta Mulè – ha il non invidiabile primato di liquidare ogni anno milioni di euro, oltre 50 dal 2018, per casi di ingiusta detenzione: sono 564 soltanto negli ultimi anni».
La replica dell’Anm: «Ci sono anche manifesti per il Sì»
«Presso il Tribunale di Reggio Calabria è garantita l’affissione di manifesti esplicativi tanto delle ragioni del Sì, quanto delle ragioni del No». Lo ha detto la presidente dell’Anm di Reggio Calabria Antonella Stilo in merito alle polemiche relative ai manifesti esposti nell’androne del Cedir, il palazzo che ospita il Tribunale, e vicino agli ascensori dove ci sono anche dei volantini che invitano a votare Sì. Secondo l’esponente dell’Associazione nazionale magistrati, a tutti «è assolutamente garantito affiggere manifesti referendari come può verificare chiunque frequenti i locali del Cedir dove, ad ogni piano, ci sono manifesti di varie dimensioni, anche esplicativi delle ragioni del Sì. Non capisco la ragione di queste polemiche. È un referendum sulla magistratura e la manifestazione del pensiero di chi aderisce al comitato del No non vedo perché debba incontrare limitazioni legate all’ampiezza dei manifesti. Il problema è che loro non hanno i roll-up che sono quei manifesti che hanno una base in alluminio, sono più grandi rispetto ai manifesti normali e si appoggiano sul pavimento. Si trovano al piano zero e non all’interno delle aule di udienza, così come è stato scritto. Sono laddove c’è uno spazio ampio che consente ovviamente l’esposizione anche di eventuali roll-up per il sì». «La presidente del Tribunale – ha aggiunto Stilo – ha sempre autorizzato tutte le affissioni. Quindi se il Sì avesse chiesto di esporre dei roll-up, la presidente del Tribunale avrebbe senz’altro autorizzato. Oltretutto aggiungo che i roll-up non sono destinati a rimanere sempre lì, ma soltanto per qualche giorno, perché la loro funzione è proprio quella di essere divulgativi e quindi un po’ staranno nei locali del Cedir, un po’ li utilizzeremo nei vari eventi che abbiamo organizzato. Non vedo il problema».
Gli avvocati di Reggio Calabria: «Il tribunale non diventi teatro della politica»
Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Reggio Calabria esprime «la più ferma stigmatizzazione per l’esposizione, avvenuta nella mattinata odierna presso i locali del Tribunale di Reggio Calabria, di sei pannelli di considerevoli dimensioni che propagandano, davanti all’ingresso delle singole aule di udienza, le ragioni del comitato per il No al referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario». Il presidente dell’Ordine Rosario Infantino chiede la rimozione «del materiale propagandistico» perché «il Palazzo di giustizia e i suoi locali non sono, e non possono diventare, teatro della politica e della competizione elettorale o referendaria. Non sono luoghi di parte: rappresentano uno dei presidi più alti delle istituzioni democratiche, lo spazio in cui si amministra la giustizia in nome del popolo italiano e in cui deve essere coltivata come valore assoluto la neutralità politica delle istituzioni. L’esposizione di cotanta cartellonistica all’interno degli uffici giudiziari costituisce una violazione manifesta del principio di terzietà e imparzialità che deve caratterizzare i luoghi della giustizia, trasformando uno spazio istituzionale deputato all’esercizio della giurisdizione in un luogo di propaganda politica». «I magistrati, come tutti gli operatori della giustizia – conclude Infantino – hanno pieno diritto di esprimere le proprie opinioni e di partecipare al dibattito pubblico sulle riforme. Ma tale diritto deve essere esercitato nelle sedi appropriate (piazze, circoli, sedi associative, mezzi di comunicazione) non all’interno degli uffici giudiziari, che devono preservare la loro immagine di neutralità e che non devono essere degradati a centri commerciali».
Ocf: «Rimuovere i cartelloni del No»
«È inammissibile la propaganda dei magistrati nelle aule del Palazzo di Giustizia di Reggio Calabria». È quanto afferma l’Organismo congressuale forense che chiede la rimozione dei cartelloni referendari del Comitato del No dell’Associazione nazionale magistrati esposti nell’androne di passaggio del Tribunale «al fine di non intaccare la fiducia del cittadino nella giustizia e a tutela, anche, della immagine di indipendenza e di equilibrio dei magistrati che esercitano con impegno l’attività giurisdizionale». «È veramente singolare – si legge in una nota – che il comitato dell’Anm, che dichiara la contrarietà alla riforma in ragione della necessità di garantire la separazione dei poteri e l’autonomia dei magistrati dalla politica, dimostri poi in questo caso una totale assenza di cultura della giurisdizione, giungendo a ritenere che la contesa politico-elettorale possa svolgersi all’interno del Palazzo di Giustizia, proprio dove il cittadino deve avere una sola percezione, ossia che il giudice applica la legge senza alcun condizionamento interno o esterno». «L’esposizione dei cartelloni nel Palazzo di Giustizia – conclude la nota – inevitabilmente dà al cittadino l’idea di una commistione tra la amministrazione della giustizia e le battaglie politiche. In più, si attua una vera e propria strumentalizzazione di luoghi istituzionali, fornendo la percezione distorta che solo le ragioni di una delle parti appartengono al mondo della giustizia e ai luoghi che la rappresentano. E ciò non è ammissibile proprio per la natura di quei luoghi e per la terzietà dalla politica che li deve connotare. Si deve prendere atto di come ancora una volta l’Anm e i suoi comitati prendono iniziative che appaiono il frutto di una concezione proprietaria della giustizia».
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