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L’intervista

Omicidio Chindamo, in aula il fratello Vincenzo. «Sono certo che le verità verranno fuori tutte» – VIDEO

«Nonostante tanta tensione, ho ancora tanta forza, tanta rabbia e pazienza da metterci dentro»

Pubblicato il: 07/01/2026 – 13:35
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Omicidio Chindamo, in aula il fratello Vincenzo. «Sono certo che le verità verranno fuori tutte» – VIDEO

CATANZARO «Essere rituffato in quella mattina del 6 maggio 2016 e ripercorrere tante delle notizie che sono passate dalla mia vita e farlo davanti alla Corte d’Assise mi suscita delle emozioni molto intense, molta tensione e molto senso di responsabilità in quello che sto facendo. Ho avuto Maria accanto in tutto questo con i suoi pezzi di vita che si sono incrociati con la mia». Così, parlando ai giornalisti, Vincenzo Chindamo ripercorre la mattinata carica di tensione e di emozione. Era attesa oggi, infatti, la sua testimonianza a Catanzaro nel corso del processo per l’omicidio della sorella, Maria Chindamo. 
«Il processo è qualcosa che per la prima volta affronto come testimone e anche per aver contribuito con tutto quello che ho saputo alla tessitura di questo processo», ha ricordato ancora Vincenzo Chindamo e «andrà avanti, so che andrà avanti a lungo». «Nonostante tanta tensione, ho ancora tanta forza, tanta rabbia e pazienza da metterci dentro, augurandomi che è non solo una verità, ma le verità su quello che è successo a Maria verranno fuori tutte». Perché, spiega Chindamo, «sono certo che ci sono tante responsabilità che ancora sono state appena sfiorate e mi auguro che prenderanno la loro dignità e che ci restituiranno una verità globale che ancora purtroppo non abbiamo».

«Mancano mandanti ed esecutori»

Alla sbarra, infatti, c’è un solo imputato, Salvatore Ascone, accusato di concorso in omicidio. Secondo l’accusa avrebbe manomesso il sistema di videosorveglianza installato presso la sua proprietà, proprio di fronte al cancello in cui è stata ritrovata l’auto ancora accesa e macchie di sangue dell’imprenditrice. Ma mancano mandanti ed esecutori. «Questo purtroppo lo sappiamo tutti e forse tutti ci auguriamo che possa ampliarsi la rosa delle persone coinvolte e che Maria possa avere la giusta dignità anche da un tribunale. Conforta tantissimo dall’altra parte anche la presenza di studentesse, studenti, associazioni e presenze amiche che sono venute qui a essere presenti, a quel dire io ci sono che da dieci anni ad oggi non è mai mancato». (Gi.Cu.)

L’intervista:

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