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le presunte infiltrazioni

Altomonte, la «presenza della criminalità organizzata» e «l’assenza di anticorpi»

Riaccesi i riflettori sulla sussistenza nel territorio del Cosentino di sacche criminali riconducibili alla ‘ndrangheta

Pubblicato il: 08/01/2026 – 8:42
di Fabio Benincasa
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Altomonte, la «presenza della criminalità organizzata» e «l’assenza di anticorpi»

COSENZA L’accesso al Comune di Altomonte e le conseguenti verifiche su possibili infiltrazioni nella gestione dell’Ente hanno riacceso i riflettori sulla sussistenza nel territorio del Cosentino di sacche criminali riconducibili alla ‘ndrangheta. Il clan autoctono riconosciuto sarebbe poi confluito nel sodalizio criminale che fa riferimento alla famiglia Forastefano di Cassano allo Jonio. Una comunione tra le due organizzazioni emersa nel corso dell’inchiesta denominata “Omnia“, conclusa nel 2006.

L’arrivo della commissione

La Commissione d’accesso si insedia al comune di Altomonte, il primo cittadino viene audito e respinge qualsiasi addebito relativo alla presenza di fenomeni criminali o riconducibili alla ‘ndrangheta sul proprio territorio. Il primo cittadino parla di «sensazione riguardo l’assoluta assenza di criminalità organizzata sul territorio del comune» e aggiunge di non avere «contezza di traffico o spaccio di stupefacenti, richieste estorsive, omicidi o tentati omicidi, caporalato, sfruttamento della prostituzione o altro». Ed ancora, «per quanto mi risulta le attività produttive non hanno mai segnalato la presenza della criminalità organizzata con tentativi di oppressione. Non vedo motivi economici di interesse nei confronti delle attività comunali». La Commissione tuttavia ha ritenuto opportuno soffermarsi su alcuni passaggi delle dichiarazioni del sindaco, ritenendole «non corrispondenti alla realtà dei fatti ed in evidente contrasto con quanto evidenziato dallo stesso organismo d’indagine». In buona sostanza, quanto dichiarato dal primo cittadino – a parere della Commissione – contrasterebbe rispetto alla presenza della criminalità organizzata nel territorio altomontese acclarata da «fonti aperte, dalle quali emerge indiscutibilmente l’esistenza di attività delittuose e mafiose».

I rapporti con le imprese

Sul tavolo della Commissione finiscono anche le procedure di affidamento di alcuni appalti pubblici avviati dal Comune di Altomonte e che coinvolgerebbero una impresa destinataria di una interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Cosenza nel marzo 2022. Il motivo è legato alla presenza di un amministratore ritenuto «privo delle capacità e delle competenze tecniche necessarie con la probabile funzione di prestanome della cosca “Forastefano”».
La prefettura di Cosenza si sofferma sul comportamento tenuto dal Comune, in ordine agli affidamenti diretti, seppure per la maggior parte di modesta entità economica. Azioni ritenute prive «dell’osservanza delle norme del codice degli appalti» e che avrebbero impedito la «partecipazione ad altre piccole e medie imprese». In conclusione, per la Prefettura «l’azzardo del sindaco di dichiarare l’inesistenza della criminalità organizzata ad Altomonte è apparso un disperato tentativo di dimensionare le innegabili distorsioni nella gestione dell’Ente a semplici e quasi fisiologiche disattenzioni». Il risultato è quello di «un’Amministrazione comunale che rivela quantomeno l’assenza di anticorpi idonei a far fronte alle pressioni imprenditoriali-mafiose». (f.benincasa@corrierecal.it)

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