‘Ndrangheta a Cetraro, arrestato il latitante Giuseppe Scornaienchi
E’ accusato di essere al vertice di una associazione criminale operante con «l’assenso del locale di ‘ndrangheta riferibile al clan Muto»

CETRARO E’ finita la latitanza di Giuseppe Scornaienchi, accusato di essere al vertice di una associazione criminale costituita ed operante con «l’assenso e in virtù della legittimazione proveniente dallo storico locale di ‘ndrangheta riferibile al clan Muto di Cetraro». Il fuggitivo è stato rintracciato questa mattina da carabinieri di Cosenza, insieme ai colleghi della Gdf. Era ricercato dopo la misura disposta nei suoi confronti al termine di una indagine condotta, nei mesi scorsi, dalla Dda di Catanzaro. La Distrettuale aveva fatto luce su una derivazione per utilizzare un gergo investigativo. Ognuno avrebbe assunto uno specifico ruolo all’interno del presunto gruppo criminale cetrarese e Scornaienchi sarebbe «promotore e dirigente» impegnato a dettare regole e fissare obiettivi.
L’indagine
A Cetraro e nell’hinterland sarebbe stato accertato un diffuso stato di «assoggettamento materiale e psicologico tale da indurre le vittime a subire passivamente vessazioni e soprusi». L’ordinanza di accoglimento delle misure cautelari personali eseguite nell’ambito del blitz, coordinato dalla Dda di Catanzaro, ha permesso di far luce – sul Tirreno Cosentino – su diversi gli episodi di «rilevante allarme sociale» che appaiono «ampiamente dimostrative della sussistenza di un concreto e attuale pericolo di recidivanza».
In particolare, sono state significative le evidenze investigative acquisite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – G.I.C.O. Catanzaro della Guardia di Finanza nell’ambito di indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Dda di Catanzaro, che hanno portato all’arresto del latitante Alessio Ricco, appartenente alla compagine criminale e cognato di Scornaienchi. Tra i reati contestati agli indagati, figurano due tentativi di estorsione ai danni di imprenditori operanti nei settori sanitario e dei trasporti; il più recente posto in essere il 14 agosto 2025 ai danni di una discoteca di Sangineto mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco; e due tentativi di furto in danno di sportelli bancomat; la ricettazione di diverse auto e targhe, strumentale alla commissione di altri delitti; lesioni personali; la detenzione illegale di armi e di esplosivi, in alcuni casi adoperati per la perpetrazione di atti intimidatori con finalità estorsive.
L’intervento operativo realizzato costituisce l’esito di mirate attività investigative, delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catanzaro al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza e al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – G.I.C.O. Catanzaro, in co-delega con S.C.I.C.O. e Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Cosenza della Guardia di Finanza, nell’ambito di indagini di polizia giudiziaria a contrasto della criminalità organizzata cetrarese, le cui progressioni sono state supportate dal professionale contributo dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria. (f.b.)
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