Sanità vibonese, nuovi disservizi per Neurologia e Ortopedia. I Comitati denunciano ai Carabinieri
Cittadini ancora in protesta di fronte l’Asp e altre querele presentate per interruzione di pubblico servizio. «Ci tolgono anche quel poco che abbiamo»

VIBO VALENTIA Il nuovo anno comincia come il 2025 si era concluso. I comitati civici in difesa della sanità pubblica vibonese si sono ritrovati stamattina di fronte la sede dell’Asp dove hanno manifestato prima di spostarsi al Comando provinciale dei Carabinieri. Le associazioni hanno presentato una nuova denuncia per interruzione di pubblico servizio, sulla scia di quelle già avanzate lo scorso 27 dicembre per lo stop agli interventi di urologia e proctologia dell’ospedale di Tropea. Questa volta, nel mirino dell’Osservatorio civico Città Attiva e dei i comitati Costa degli Dei e San Bruno, la chiusura dell’ambulatorio di Neurologia dell’ospedale Jazzolino e l’interruzione della reperibilità notturna per Ortopedia e del servizio di fisioterapia all’interno del reparto.
«Ci tolgono anche quel poco che abbiamo»
Neanche la pioggia ha fermato le decine di persone giunte di fronte l’Asp. «Per noi è una lesione gravissima del nostro diritto alla salute e del nostro diritto di essere tutelati rispetto a delle garanzie che devono essere necessariamente concesse» spiega Francesca Guzzo dell’Osservatorio civico Città Attiva. «Il nostro problema non è solo che non ci vengono garantiti i diritti essenziali, ma che ci viene tolto quel poco che abbiamo, perché piano piano sostanzialmente stanno chiudendo tutto». Dai posti letto a psichiatria, «hanno ridotto la funzionalità di tantissimi reparti all’ospedale, hanno chiuso moltissimi servizi che ruotano intorno al presidio di Vibo Valentia, stanno riducendo la funzionalità degli ospedali di periferia, stanno chiudendo praticamente tutto». Poche settimane fa la notizia dell’interruzione del servizio di reperibilità notturna di Ortopedia, «una cosa gravissima» aggiunge Guzzo. «Ma sono talmente tanti i disservizi che non finiremmo mai di elencarli. Poi c’è l’interruzione dell’attività ambulatoriale neurologica che da dicembre non viene più effettuato e l’interruzione della fisioterapia, cioè le persone che sono ricoverate non possono fare fisioterapia riabilitativa perché non c’è lo specialista dedicato».
«Se stai male a Vibo non sai come può finire»
Rocco La Rizza del comitato San Bruno ribadisce l’emergenza: «Hanno ridotto ancora di più le prestazioni sanitarie. Avevamo già denunciato i disservizi per l’ospedale di Tropea, ora è toccato a quello di Vibo Valentia e presto lo faremo anche per Serra San Bruno». Dopo le manifestazioni dello scorso anno, i Comitati hanno alzato il tiro presentando direttamente denuncia ai Carabinieri: «Abbiamo cambiato atteggiamento perché siamo stanchi di parlare, di protestare, di gridare. Credevamo nella commissione e in un incremento di prestazioni e di servizi a livello sanitario per tutto il territorio vibonese. Io vengo da Serra San Bruno, dove un ospedale di zona disagiata è rimasto come prima se non peggiorato». Infine, l’amara conclusione: «Quando stai male in provincia di Vibo hai paura di recarti in ospedale perché non sai come può finire, perché ci sono medici e personale competente ma se sono pochi hanno difficoltà a curarci». (ma.ru.)
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