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Ustioni Crans-Montana, il farmaco chiave è introvabile in Italia: scatta il piano d’emergenza

L’Aifa autorizza l’importazione straordinaria del Nexobrid

Pubblicato il: 11/01/2026 – 22:43
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Ustioni Crans-Montana, il farmaco chiave è introvabile in Italia: scatta il piano d’emergenza

Risulta essere fra i medicinali carenti in Italia, il farmaco Nexobrid per la cura delle ustioni, fra quelli utilizzati per la terapia dei ragazzi vittime dell’incendio di Crans-Montana ricoverati nel nostro Paese.
Il suo nome è infatti presente nell’elenco dei farmaci carenti pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, che nel novembre 2025 ha autorizzato le strutture sanitarie a importare farmaci analoghi.
Il Nexobrid, in polvere e gel è prodotto dall’azienda Mediwound con sede in Isarele, a Yavne, ed è commercializzato in Italia da Mediwound Germany in due dosaggi, entrambi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Autorizzato dal 2012 nei Paesi dell’Unione Europea, e quindi anche in Italia, il farmaco può essere utilizzato solo con prescrizione medica ed esclusivamente da operatori sanitari formati in centri specializzati nel trattamento delle ustioni.
Per il dosaggio di 2 grammi, si legge nell’elenco dell’Aifa, risulta “cessata la commercializzazione definitiva” dall’ottobre 2025; per il dosaggio da 5 grammi sono segnalati “problemi produttivi” e il 21 novembre 2025 l’Aifa ha rilasciato “autorizzazione all’importazione alle strutture sanitarie per analogo autorizzato all’estero”.
Questa misura, scrive l’Agenzia italiana del farmaco sul suo sito, “viene applicata nei casi estremi in cui per un farmaco carente non risultino alternative terapeutiche valide sul mercato italiano”: una situazione, questa, che riguarda circa 300 degli oltre 3.000 farmaci carenti.
Il principio attivo del Nexobrid è la bromelina, una sostanza derivata dal gambo dell’ananas. Gli enzimi contenuti nel farmaco sono capaci di sciogliere le lunghe catene di proteine in unità più semplici (proteolitici) e in questo modo permettono di rimuovere i tessuti danneggiati dalle ustioni (escara) nell’arco di alcune ore.
“Poiché in Italia c’è un problema di forniture, l’Aifa ha autorizzato i centri ad importare questo farmaco, ma esistono alternative sia chirurgiche sia farmacologiche”, osserva Steven Paul Nisticò, ordinario di Dermatologia alla Sapienza Università di Roma e del Policlinico Umberto I.
“La chirurgia – prosegue – permette infatti di rimuovere l’escara, anche se in tempi più lunghi e rispetto a quelli possibili con il Nexobrid e in alcuni casi può richiedere l’anestesia. Esistono poi farmaci alternativi, basati su enzimi proteolitici diversi dalla bromelina, come la collagenasi”. (Ansa)

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