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Il nuovo ospedale di Catanzaro nella “nebbia” dell’indecisionismo politico

Si attende la determinazione del Consiglio comunale, sul punto ancora al palo. Mentre le lancette corrono e il progetto non decolla

Pubblicato il: 12/01/2026 – 14:16
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Il nuovo ospedale di Catanzaro nella “nebbia” dell’indecisionismo politico

CATANZARO “Quanta fretta ma dove corri…”. La citazione di Edoardo Bennato sembra opportuna per descrivere la vicenda del costruendo (forse, molto forse) nuovo ospedale di Catanzaro. Una vicenda che procede a strappi, con accelerazioni e frenate, un continuo stop and go. Stavolta è la volta dello stop. Nemmeno due mesi fa il tema è tornato di attualità nell’agenda politica catanzarese e calabrese ma adesso sembra di nuovo finto nella “nebbia” del dimenticatoio.

Il punto (interrogativo)

Quella del futuro (futuribile) nuovo ospedale di Catanzaro è una “partita a scacchi” tra le varie componenti della politica catanzarese ma anche tra Comune e Regione, tra Consiglio comunale e presidente e commissario Roberto Occhiuto. Il tema di fondo è quello della tempistica per un’infrastruttura di edilizia sanitaria strategica ma che ancora è nel “libro dei sogni”, con l’unica concretezza fornita dal dibattito che si è sviluppato negli ultimi anni. Il punto focale è la localizzazione: l’alternativa è tra un’area tra l’attuale ospedale Pugliese e il presidio del Ciaccio nell’area nord di Catanzaro, già individuata dal Consiglio comunale di Catanzaro tanti anni fa e in tempi sicuramente diversi da quelli attuali, e un’area invece adiacente al Policlinico Mater Domini a Germaneto. Si segnala che la prima opzione ha il sostegno di buona parte dell’attuale Consiglio comunale ma non di tutta l’aula mentre la seconda a Germaneto è quella gradita a Occhiuto, che tuttavia ha sempre detto di volersi rimettere alle decisioni del territorio, nel caso di specie della politica catanzarese, che non è concorde per la verità. Si è provato a rilanciare il progetto a giugno, con un Consiglio comunale ad hoc che avrebbe dovuto esprimere una posizione possibilmente unitaria sulla localizzazione da trasmettere alla Regione e al governatore Occhiuto, e invece quel Consiglio comunale si rivelò sostanzialmente un fallimento, saltando per la mancanza di numero legale e rivelando le profonde divisioni all’interno dei due schieramenti, sia del centrosinistra (con il Pd che si mise di traverso all’interno della maggioranza del sindaco Nicola Fiorita) sia del centrodestra. Una pagina abbastanza indecorosa che gli analisti presumevano potesse essere “sanata” in breve tempo, con la convocazione di una nuova seduta del Consiglio comunale da dedicare al nuovo ospedale di Catanzaro. Ma di questa convocazione non si ha traccia, almeno fino ad ora.  

Le posizioni in campo

A novembre il  tema era ritornato d’attualità con un intervento di Occhiuto a margine dell’intesa per il nuovo ospedale di Cosenza: il governatore e commissario in buona sostanza in quell’occasione aveva ribadito la volontà di attendere le determinazioni del Comune sulla localizzazione, facendo però trasparire una certa fretta, anche perché il nuovo ospedale di Catanzaro rientra tra quelli per i quali si possono sfruttare i poteri straordinari di protezione civile già attivati per altri presìdi. In una seduta di Consiglio comunale di qualche ora successiva Fiorita, che evidentemente aveva “fiutato” l’aria, aveva provato a dare una “sveglia” alla politica del capoluogo lanciando un messaggio piuttosto eloquente, paventando il rischio (reale) per Catanzaro di restare fuori da una partita comunque importantissima.  Una partita che muove anche risorse consistenti: il nuovo ospedale di Catanzaro potrebbe essere finanziato con due canali, quello ex articolo 20 e quello delle risorse Inail, per complessivi 350 milioni. Ovviamente, soldi di carta e sulla carta, fin quando non ci saranno passi avanti. «Condivido – disse quel giorno di novembre Fiorita – che è urgente affrontare la questione. Noi adesso dobbiamo decidere cosa vorremmo, non cosa vogliamo, perché la questione non è esattamente nelle nostre mani. Abbiamo rivendicato il diritto ad avere un potere di interlocuzione e questa nostra rivendicazione adesso la dobbiamo concretizzare. Cosa penso io? Penso – rimarcò il sindaco di Catanzaro – che dovremmo provare a essere uniti, perché se non saremo uniti e se non saremo capaci di avere una proposta unitaria saremo molto deboli di fronte a una possibilità, che è quella di esercitate poteri commissariali, e di fronte a un pericolo, che le nostre divisioni portino per mille ragioni a non fare nulla. Allora non c’è più tempo da perdere ma su questo ci dobbiamo riunire e discutere». Parole che però sembrano essere scivolate come acqua sulle pietre, alimentando la narrazione di una consiliatura di fatto ferma, e che rischia di restare ancora più ferma di com’è considerando che tempo qualche mese e sarà di nuovo tempo di campagna elettorale per Palazzo De Nobili. E il futuro nuovo ospedale di Catanzaro è sempre più futuribile. Per non dire irrealizzabile… (a. c.)

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