Multopoli-Catanzaropoli, Tallini assolto in appello. Assoluzione confermata per Massimo Lomonaco
Riformata in parte la sentenza del tribunale di Catanzaro. Assoluzione anche per Salerno, ridotta ad 8 mesi la condanna per Tarantino

CATANZARO La Corte d’appello di Catanzaro ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal pm nei confronti di Rocco Cristallo (confermata assoluzione), dell’ex assessore al personale Massimo Lomonaco (confermata assoluzione), dell’ex presidente del consiglio regionale Domenico Tallini e Salvatore Tarantino. In riforma della sentenza emessa dal tribunale di Catanzaro il 28 gennaio 2022, la Corte (presidente Giancarlo Bianchi, a latere Ippolita Luzzo e Carmela Tedesco) ha assolto Domenico Tallini perché il fatto non sussiste e Giuseppe Antonio Salerno perché il fatto non costituisce reato. Salvatore Tarantino è stato assolto – per i capi 18 e 21 – perché il fatto non sussiste, mentre la Corte ha dichiarato il «non doversi procedere» nei confronti dello stesso imputato in ordine al reato al capo 16) della rubrica poiché prescritto, riducendo la pena a 8 mesi di reclusione per il reato al capo 58) della rubrica. Nel resto, la Corte conferma la sentenza emessa nei confronti di Antimo Paternuosto e Pasqualina Usuai, che condanna al pagamento delle spese processuali.
Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Nicola Cantafora, Massimo Scuteri, Francesco Iacopino, Carlo Petitto, Saverio Loiero, Vittoria Aversa, Antonio Lomonaco, Sabrina Rondinelli, Aldo Casalinuovo, Antonio Staiano, Vincenzo Ioppoli.
L’inchiesta e il processo
Il processo va avanti dal febbraio 2018, quando sono stati riuniti in un unico procedimento i processi Catanzaropoli e Multopoli, che vedono coinvolti politici ed ex amministratori della città capoluogo accusati di illeciti nella gestione amministrativa del Comune di Catanzaro. Nel corso dell’udienza del 12 gennaio 2018 le difese avevano sollevato eccezione sulle intercettazioni che a parere dei legali sarebbero inutilizzabili poiché il primo decreto intercettivo, fatto d’urgenza, venne rigettato dal primo gip salvo essere autorizzato 15 giorni dopo da un nuovo gip. Questo avrebbe viziato anche le successive proroghe di intercettazione in quanto la proroga è legittima se si ravvisano elementi di novità nell’indagine che, nel caso dell’inchiesta Catanzaropoli, secondo la difesa, non si sarebbero prospettati. Peculato, abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale sono alcune delle accuse che, a vario titolo, vengono contestate agli imputati. (f.b.)
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