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la maxi operazione

Auto rubate e restituite con il “cavallo di ritorno”, blitz nel quartiere Arghillà di Reggio: 17 arresti – VIDEO

Sequestrate anche armi e ingenti quantitativi di parti di ricambio. I militari hanno ricostruito lo schema operativo dei furti

Pubblicato il: 20/01/2026 – 6:52
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Auto rubate e restituite con il “cavallo di ritorno”, blitz nel quartiere Arghillà di Reggio: 17 arresti – VIDEO

REGGIO CALABRIA È in corso dalle prime luci dell’alba di questa mattina una vasta operazione dei Carabinieri, che vede impiegati oltre 150 militari dell’Arma, finalizzata all’esecuzione di 17 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di soggetti ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di furto aggravato, ricettazione, estorsione e detenzione abusiva di armi.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, rappresenta l’esito di una complessa e articolata attività investigativa condotta tra ottobre 2024 e aprile 2025, che ha consentito di individuare un’organizzazione criminale con base operativa nel quartiere di Arghillà, dedita ai furti di autovetture. L’ordinanza dispone l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di sette indagati e degli arresti domiciliari nei confronti di altri dieci, per reati di furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi.

Le indagini

La corposa attività investigativa – avviata nell’ottobre del 2024 e conclusa nell’aprile del 2025 – è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria anche con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria – Catona, sempre sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica. Durante il corso dell’indagine si è proceduto ad un’articolata e costante attività di monitoraggio e controllo del quartiere Arghillà di Reggio Calabria, teatro, negli ultimi anni, di una recrudescenza criminale. Grazie all’indagine è stata disvelata la consumazione di reati contro il patrimonio nel quartiere di Arghillà secondo uno schema operativo sostanzialmente identico e ripetuto nel tempo. Alcuni degli indagati individuavano e successivamente sottraevano dalle vie della città uno o più veicoli di interesse, i quali venivano poi immediatamente condotti ad Arghillà. Come ricostruito dal gip, ivi giunti, i veicoli rubati divenivano oggetto di una rapidissima e professionale attività di ‘cannibalizzazione’. A ciò si aggiunga che in almeno due casi – sempre per come accertato in sede di ordinanza – si è assistito in diretta (grazie alle telecamere) ad episodi di ‘cavallo di ritorno’, in cui gli indagati hanno altresì posto in essere una condotta estorsiva per costringere i proprietari dei veicoli sottratti a pagare un compenso per ottenerne la restituzione.

I metodi per eludere i controlli

È inoltre stato riconosciuto dal gip come alcuni degli indagati adottassero costantemente delle ‘contromisure’ al fine di eludere controlli di polizia nel corso delle operazioni di ricettazione, informandosi a vicenda sulla presenza delle FFOO in vari punti del quartiere o sui controlli subiti dai coindagati. Al contempo, si è ritenuto di particolare allarme sociale che gli indagati abbiano commesso i reati per cui si procede con cadenza pressoché quotidiana, senza interruzioni temporali, anche durante le festività natalizie, sia in orario notturno che diurno. Si aggiunga che alcuni episodi criminosi hanno inoltre interessato i veicoli in sosta presso i parcheggi di strutture ospedaliere, e che in un caso ad essere ‘vittima’ dei reati è stata una troupe televisiva intenta a realizzare un servizio giornalistico nel quartiere di Arghillà. Sotto altro profilo, poi, nell’ordinanza è ben evidenziato come la costante “cannibalizzazione” dei veicoli rubati presenta certamente un profilo di impatto ambientale, determinando la creazione di una discarica di carcasse di veicoli a cielo aperto in un quartiere ad altissima densità abitativa. Si sottolinea, inoltre, come le numerose attività di riscontro compiute nel corso del periodo di monitoraggio conducevano al rinvenimento di molteplici autovetture oggetto di furto, di consistenti parte di ricambio, nonché al ritrovamento e al sequestro di armi.

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