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La sentenza

Maltrattamenti all’asilo “S. Gatti” di Lamezia: tre condanne in primo grado

Pene fino a 2 anni e 5 mesi per insegnanti e collaboratrice scolastica del plesso Donnamazza. Disposto il risarcimento ai genitori dei bambini

Pubblicato il: 20/01/2026 – 18:56
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Maltrattamenti all’asilo “S. Gatti” di Lamezia: tre condanne in primo grado

LAMEZIA TERME Si è concluso con tre condanne il processo di primo grado nei confronti di alcune insegnanti e di una collaboratrice scolastica della scuola dell’infanzia “S. Gatti”, plesso Donnamazza, di Lamezia Terme, imputate a vario titolo dei reati di maltrattamenti ai danni dei bambini – tutti di età compresa tra i 3 e i 5 anni – e di falso ideologico nella compilazione dei registri di classe. Il Tribunale di Lamezia Terme, presieduto dal giudice Rosario Aracri, al termine di una complessa istruttoria dibattimentale – che ha incluso perizie, l’esame degli agenti del Commissariato di Polizia di Lamezia Terme diretto dalla dottoressa Ventriglia, specialisti e familiari dei minori – e dopo una camera di consiglio durata circa tre ore, ha emesso la sentenza di condanna. Rosina Coccimiglio, insegnante difesa dagli avvocati Pino Spinelli e Salvatore Cerra, è stata condannata a 2 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di maltrattamenti, per alcune lesioni arrecate a uno dei bambini e per falso ideologico, avendo attestato in alcune occasioni la presenza in classe di alunni in realtà assenti. Maria Pulice, collaboratrice scolastica difesa dall’avvocato Antonio Larussa, è stata condannata a 2 anni di reclusione per maltrattamenti: secondo l’imputazione, non avrebbe impedito le condotte contestate all’insegnante e avrebbe a sua volta percosso e urlato contro i bambini per zittirli o impedirne i movimenti. Caterina Criniti, difesa dall’avvocato Massimiliano Carnovale, è stata invece condannata a 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di reclusione per falso ideologico, in relazione alla compilazione dei registri di classe e alla rilevazione delle presenze. Nel contempo, Coccimiglio e Criniti sono state assolte da alcune contestazioni di falso relative a specifiche giornate, per le quali è stato accertato che il contenuto dei registri corrispondeva al vero. Nel corso dell’ultima udienza, il pubblico ministero, dottoressa Alessandra Arcuri, ha replicato alle conclusioni delle difese. Successivamente sono intervenuti l’avvocato Aldo Ferraro, in rappresentanza di alcuni genitori dei bambini maltrattati costituiti parte civile, e l’avvocato Spinelli per la difesa di Coccimiglio.
Con la sentenza, il giudice ha inoltre condannato le imputate al risarcimento dei danni in favore dei genitori dei minori, da quantificare in separato giudizio civile, disponendo una provvisionale di 2.000 euro per ciascuna parte civile, a carico del Ministero dell’Istruzione, citato nel processo come responsabile civile. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, in considerazione della complessità del procedimento e delle questioni giuridiche affrontate. (Gi.Cu.)

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