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impegno antimafia

“Uniti per la legalità e la libertà”, a Lamezia una barriera contro la violenza criminale

Incontro promosso dai sindacati con la partecipazione di Istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e movimenti. Tra gli intervenuti, monsignor Parisi e Gualtieri

Pubblicato il: 20/01/2026 – 19:44
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“Uniti per la legalità e la libertà”, a Lamezia una barriera contro la violenza criminale

LAMEZIA TERME Uniti per la legalità e la libertà è il titolo dell’incontro promosso a Lamezia Terme da Cgil, Cisl e Uil nel complesso interparrochiale di San Benedetto e con la partecipazione di Istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e movimenti che nella città della Piana sono in prima linea nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata. L’obiettivo ultimo è quello di definire un percorso che, contando sulla collaborazione di tutti i possibili attori, possa concretizzare una efficace prevenzione. «Abbiamo voluto questo incontro – spiega Enzo Scalese, segretario generale della Cgil area vasta – avendo come premessa gli episodi che si sono verificati a Lamezia negli scorsi mesi e che hanno scosso la comunità. Non vogliamo che si spengano i riflettori ed è per questo che intendiamo con questa iniziativa dialogare con chi si impegna per affermare la cultura della legalità» Per il componente della segreteria regionale della  Uil Calabria Paolo Cretella l’iniziativa organizzata a Lamezia vuole «rispondere all’illegalità con la partecipazione, la nostra volontà è quella di costruire una società più giusta e più libera e ciò è possibile solo con una ferma e netta opposizione alla mentalità mafiosa». A qualificare l’incontro come pienamente coincidente con la mission sindacale è invece Daniele Gualtieri, segretario generale della Cisl Magna Graecia «intanto voglio esprimere soddisfazione per il numero e la qualità delle presenze, la risposta che abbiamo avuto è davvero confortante ed è per questo che ringrazio il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, le forze dell’ordine e tutte quelle realtà lametine che ogni giorno e con una chiara progettualità si impegnano per l’affermazione della legalità.  Il ruolo del sindacato – aggiunge Gualtieri – riguarda la tutela del lavoro e dei lavoratori ma da grandi organizzazioni di rappresentanza avvertiamo per intero la responsabilità di essere soggetti fondamentali nella promozione della legalità e di una società più giusta. Abbiamo immaginato – prosegue Gualtieri – la cotruzione di una vera e propria rete che consenta di rendere protagonisti tutti, cittadini, comunità, sindacati, associazioni datoriali e movimenti, nell’opporre una ferma e decisa risposta agli atti criminali.  Dove c’è legalità lo sviluppo è sano e duraturo e dunque qui a Lamezia Terme, città dalle grandi possibilità economiche ed occupazionali, le realtà sane vanno sostenute e protette ed i cittadini devono avere sempre più fiducia in uno Stato che anche grazie ad un quadro normativo efficace può dare risposte immediate e definitive».  All’evento promosso dalle sigle sindacali ha partecipato anche il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Serafino Parisi, il presule lametino ha evidenziato l’impegno della Diocesi, che da qualche mese ha rilanciato il ruolo e l’operatività della Fondazione antiusura ed ha fornito una riflessione sul disagio giovanile da intercettare per tempo e nel modo giusto «c’è un’immagine dell’uomo, della forma che assume l’umanità che è un’immagine alterata. Dietro alcune di queste situazioni che si verificano c’è certamente una logica criminale, che persiste, ma il vero problema non è solo quello dei fatti delittuosi quanto piuttosto la mentalità che generano. Dobbiamo lavorare – aggiunge Parisi – proprio sulla trasformazione della mentalità e riferendoci a determinati episodi con protagonisti i giovani è di tutta evidenza che occorre rendersi conto del disagio che c’è dietro. Un disagio che va intercettato, ho sentito recentemente parlare – e prima che ci siano determinazioni precise – di metal detector nelle scuole oppure di una militarizzazione del territorio.  Non penso che siano approcci utili a risolvere i problemi, più utile e necessario lavorare per cogliere il disagio dei giovani facendo crescere una nuova forma di umanità.  Penso davvero che la sfida sia quella di una rivitalizzazione del contesto umano e sociale e poi di una riumanizzazione” delle relazioni.  La Chiesa, da questo punto di vista e dentro questa temperie, può e deve avere un ruolo da protagonista»

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