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Concorso a scuola sulla separazione delle carriere, l’Anm di Catanzaro: «Noi esclusi»

L’Associazione nazionale magistrati lamenta l’iniziativa di Mim e Camera penale

Pubblicato il: 24/01/2026 – 23:05
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Concorso a scuola sulla separazione delle carriere, l’Anm di Catanzaro: «Noi esclusi»

CATANZARO Un concorso per gli studenti di una scuola del catanzarese, promosso «nell’ambito di un progetto realizzato dall’Osservatorio del ministero dell’Istruzione e del merito, dall’Osservatorio Giovani e dalla Camera Penale di Catanzaro» sul tema “Separazione delle carriere e giustizia: tutela dei diritti e imparzialità del giudice” ha provocato la reazione dell’Associazione nazionale magistrati del distretto di Catanzaro. «I lavori – è scritto in una nota dell’Anm – saranno oggetto di valutazione e i migliori elaborati saranno pubblicati sul sito ufficiale della medesima Camera Penale co-organizzatrice. Anche noi, giudici e pubblici ministeri, avremmo partecipato con vivo entusiasmo, qualora coinvolti, agli incontri preparatori dell’elaborato, offrendo il nostro contributo allo sviluppo di un pensiero critico da parte delle studentesse e degli studenti». «La formazione degli alunni su un tema così cruciale – sostengono le toghe catanzaresi – impone ancor più il rispetto del pluralismo delle idee e reclama il necessario contributo di tutti gli attori della giurisdizione. Solo il confronto tra i diversi punti di vista permette agli studenti lo sviluppo di un pensiero autonomo e critico sui ruoli del giudice e del pubblico ministero nell’esercizio della Giurisdizione, di come questi agiscano per la tutela dei diritti e di quali siano gli strumenti che garantiscono l’imparzialità del giudice». «Auspichiamo che la curiosità che anima i giovani allievi – conclude l’Anm catanzarese – li spinga a cercare anche altrove esperienze di confronto e crescita personale; invitiamo il Miur e le Istituzioni scolastiche ad assicurare sempre il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione nella formazione degli studenti, per come pure ribadito dallo stesso ministero dell’Istruzione nella recente circolare del 7 novembre 2025».

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