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Calenda: «Nel mio discorso ho messo paletti politici netti»

Il leader di Azione interviene a margine dell’evento “Più libertà, più crescita”

Pubblicato il: 25/01/2026 – 14:56
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Calenda: «Nel mio discorso ho messo paletti politici netti»

ROMA Quello con Forza Italia «è un dialogo che abbiamo con tutti i partiti, sono stato da Atreju, sono andato al circolo Matteotti qui a Milano. Nelle grandi città noi abbiamo sempre fatto scelte di merito sulla qualità dei candidati» sindaci. «Ora siamo nella coalizione di Beppe Sala, ma è importante che il prossimo candidato o candidata abbia ben chiaro quali sono i problemi che Milano sta avendo in questo momento e che non segua l’approccio ideologico, che un pezzo di questa coalizione di sinistra sta seguendo». il leader di Azione, Carlo Calenda, interviene a margine dell’evento “Più libertà, più crescita”, organizzato dal partito a Milano per celebrare l’anniversario dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi. «Difficilmente», ha precisato poi, Azione sosterrà come candidato il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino.
«Io credo di aver spiegato nel mio discorso quali sono i paletti politici in modo molto chiaro e molto netto». Nel suo discorso, l’ex ministro si è detto convinto che si sia arrivati alla fine del bipolarismo come lo conosciamo, e ha detto di non poter pensare di entrare in un partito dove ci siano Conte, Bonelli o Fratoianni ma nemmeno Vannacci e Salvini. E per essere ancora più chiaro, sui social, ha spiegato: «con le idee chiare, ospite di Forza Italia, ho ribadito che oggi più che mai la battaglia per la libertà richiede scelte coraggiose. Ovvero, avere la forza di rendersi autonomi da chi è nemico dell’Europa. E Azione non defletterà». «Non si può far finta di non vedere le quinte colonne russe e dei nemici dell’Occidente nella politica italiana, siano esse in maggioranza che all’opposizione. Chi inneggia alla X Mas. Chi riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica. Chi non è in grado di condannare il regime di Putin e quello di Maduro. È arrivato il momento di costruire l’identità europea. E serve farlo subito senza ambiguità».

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