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bocciato il ricorso

Mendicino, la sindaca Bucarelli: «La sentenza del Tar ristabilisce la verità dei fatti»

Il commento del primo cittadino: «Ora Mendicino merita di voltare pagina e lavorare con serietà e continuità»

Pubblicato il: 27/01/2026 – 9:41
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Mendicino, la sindaca Bucarelli: «La sentenza del Tar ristabilisce la verità dei fatti»

COSENZA Il Tar Calabria ha respinto il ricorso presentato da sei cittadini, tra cui tre consiglieri comunali di minoranza, contro il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Cosenza e il Comune di Mendicino, con il quale si eccepiva «l’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dalla Prefettura di Cosenza» rispetto alla richiesta di scioglimento del Consiglio comunale di Mendicino, sostenendo che l’Ente avesse approvato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato oltre il termine di tre mesi decorrenti dalla nomina della Commissione straordinaria di liquidazione. Con una sentenza esemplare, il Tribunale Amministrativo ha stabilito che «il ricorso è infondato nel merito», accogliendo le tesi difensive dal Comune di Mendicino, rappresentato dall’avvocato Enrico Morcavallo.

La soddisfazione della sindaca Bucarelli

Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Irma Bucarelli e dall’intera Amministrazione comunale. «Questa sentenza – dichiara il Sindaco Irma Bucarelli – ristabilisce la verità dei fatti e tutela non solo l’operato dell’Amministrazione, ma soprattutto l’interesse superiore della comunità di Mendicino. Abbiamo sempre agito con senso di responsabilità, consapevoli della gravità della situazione finanziaria dell’Ente e delle sfide enormi che ci attendono». «Qualcuno – prosegue il Sindaco – ha cercato un momento di gloria personale, immaginandosi già candidato a Sindaco, senza preoccuparsi delle conseguenze che uno scioglimento avrebbe avuto su circa 10.000 cittadini». «Se questo ricorso fosse stato accolto – si legge nella nota del Comune – Mendicino avrebbe subito l’ennesimo trauma istituzionale: un nuovo scioglimento del Consiglio comunale avrebbe significato paralisi amministrativa, ritardi nelle decisioni fondamentali, blocco dei percorsi di risanamento e ulteriori sacrifici scaricati sui cittadini. In una città già segnata da un dissesto con una massa passiva di 11 milioni di euro, un nuovo commissariamento avrebbe prodotto conseguenze pesantissime: incertezza, sfiducia, perdita di tempo prezioso e un ulteriore allontanamento della prospettiva di rinascita. Sarebbero stati ancora una volta i cittadini a pagare il prezzo più alto. È doveroso chiarire che i firmatari del ricorso non sono stati soltanto tre consiglieri di minoranza. Altri tre soggetti, estranei alle dinamiche di opposizione e maggioranza, hanno scelto comunque di intraprendere un’azione giudiziaria che si è rivelata infondata, costringendo il Comune a sostenere costi legali per la difesa dell’Ente».

«Mendicino merita di voltare pagina»

«Risorse pubbliche che avremmo preferito destinare ai servizi, alla manutenzione, al sostegno delle fasce più fragili, e che invece sono state impiegate per difendere la legittimità dell’azione amministrativa da un ricorso privo di fondamento» aggiunge Bucarelli, sottolineando che «questo è l’aspetto più grave: usare lo strumento giudiziario senza valutarne le conseguenze concrete significa non assumersi la responsabilità del danno che si arreca alla collettività». «Mendicino oggi non ha bisogno di conflitti strumentali, ma di pace istituzionale, stabilità amministrativa e responsabilità. Ha bisogno del tempo e della serenità necessari per ricostruirsi dalle ceneri del dissesto, non di azioni che mirano a farla ricadere nel caos». «La sentenza del TAR Calabria conferma che l’Amministrazione ha operato correttamente. Ora Mendicino merita di voltare pagina, di lavorare con serietà e continuità, senza essere ostaggio di iniziative che nulla hanno a che vedere con il bene comune», conclude il Sindaco.

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