Oculistica e la gestione “privatizzata” a Catanzaro, chiuse le indagini per 12 indagati – I NOMI
A luglio dello scorso anno l’inchiesta della Procura aveva svelato il «sistema Scorcia»

CATANZARO La Procura di Catanzaro ha chiuso le indagini nei confronti dei 12 indagati nell’inchiesta incentrato sul «sistema Scorcia» nel Reparto di Oculistica all’A.O.U. “Dulbecco” di Catanzaro e quella che il gip aveva definito una «gestione privatistica delle liste di attesa». Indagini chiuse nei confronti di: Maria Aloi; Maria Battaglia; Andrea Bruni; Adriano Carnevali; Eugenio Garofalo; Giuseppe Giannaccare; Laura Logozzo; Andrea Lucisano; Rocco Pietropaolo; Giorgio Randazzo; Vincenzo Scorcia; Giovanna Lionetti.
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L’inchiesta
Le indagini, condotte dagli investigatori del Gruppo Tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, avrebbero consentito di delineare l’esistenza e l’operatività di un’associazione per delinquere – composta da due dirigenti medici del reparto di Oculistica e da un’infermiera dell’ambulatorio di Oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro nonché dalla segretaria dello studio privato dove uno dei medici svolgeva irregolarmente attività libero-professionale, dedita alla consumazione di vari reati funzionali alla gestione illecita delle procedure delle liste d’attesa.
I trapianti e il calendario chirurgico “su misura”
Un intreccio di conversazioni, messaggi, fogli evidenziati e liste operatorie “modellate” secondo necessità. È il quadro, inquietante e minuziosamente descritto, che emerge dall’ordinanza della Procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta gestione privatistica degli interventi chirurgici nel reparto di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
Nelle indagini, un ruolo ritenuto «centrale» è quello del dottor Rocco Pietropaolo, dirigente medico con rapporto di lavoro non esclusivo tra i 12 indagati nell’inchiesta della Procura di Catanzaro, parte integrante dell’équipe del professor Vincenzo Scorcia, quest’ultimo agli arresti domiciliari insieme a Maria Battaglia, segretaria impegnata anche presso uno studio privato.
I gruppi WhatsApp “Interventi” e “Distacchi”
A corroborare ulteriormente l’ipotesi accusatoria, ci sarebbero le tracce digitali: due gruppi WhatsApp – “Interventi” e “Distacchi”, come avevamo scritto in questo articolo.
È proprio Battaglia – annota la Procura – a trasmettere la quasi totalità dei nomi dei pazienti privati che, nonostante fossero esterni al circuito ospedaliero, venivano inseriti nelle liste operatorie del Policlinico universitario. Pazienti del circuito privato che finivano in sala operatoria pubblica. Il tutto, in modo sistematico, organizzato, diretto. (Gi.Cu.)
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