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l’incontro a palazzo dei bruzi

Cosenza calcio, tifosi e istituzioni uniti: «Realtà ormai lacerata, cambio di società necessario» – VIDEO

Riunione tra amministrazione comunale e tifoseria. Caruso annuncia verifiche sulla convenzione dello stadio e l’apertura di un confronto con sindaci, presidente della Provincia, prefetto e la holding…

Pubblicato il: 13/03/2026 – 19:45
di Francesco Veltri
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Cosenza calcio, tifosi e istituzioni uniti: «Realtà ormai lacerata, cambio di società necessario» – VIDEO

COSENZA Se al posto di Eugenio Guarascio alla guida del Cosenza calcio ci fosse stato un altro presidente, l’incontro andato in scena oggi tra tifoseria organizzata e amministrazione comunale sarebbe probabilmente bastato per trarre le più ovvie e naturali conclusioni. Quando una città, una provincia, le istituzioni e i tifosi parlano con una sola voce, chiedendoti di cedere il club, il segnale è difficile da ignorare. Attorno al futuro del calcio cosentino, però, la sensazione diffusa è che quel messaggio continui a rimbalzare contro un muro di gomma.
È stato questo il clima dell’incontro, durato oltre due ore, convocato oggi pomeriggio dall’amministrazione comunale per affrontare una situazione che non è più solo sportiva con una rottura tra le due parti oramai insanabile.
Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati rappresentanti della tifoseria organizzata, amministratori locali e giornalisti, in un confronto acceso ma segnato da un elemento comune: la volontà condivisa di trovare una soluzione.
Alla riunione hanno preso parte il sindaco di Cosenza Franz Caruso, gli assessori Giovanni Orrico e Pasquale Sconosciuto, il consigliere regionale Francesco De Cicco, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca. Presenti anche il sindaco di Carolei Francesco Iannucci, invitato come esperto per il suo passato da dirigente rossoblù, e il sindaco di Rovito Giuseppe De Santis.

Le parole del sindaco: verifiche sulla concessione dello stadio

Al termine del confronto, il sindaco Franz Caruso, ha annunciato un approfondimento su tutti gli aspetti tecnico-legali della concessione dello stadio “San Vito-Marulla”. «L’impegno – ha spiegato – è quello di approfondire tutti gli aspetti tecnico-legali legati alla convenzione dello stadio sottoscritta con il Cosenza calcio, in modo particolare l’articolo 19, per verificare se si sono realizzate le condizioni per procedere eventualmente a una revoca della concessione stessa».
Dal confronto, ha aggiunto il primo cittadino, è emersa «in modo inequivocabile una volontà comune non solo del tifo organizzato ma di un’intera comunità che va oltre i confini della città capoluogo e che abbraccia tutta la provincia: quella di arrivare a un atto risolutivo di una situazione che si trascina da tempo e che ha provocato una lacerazione tra i rappresentanti del Cosenza calcio e la comunità». Caruso ha anche proposto di coinvolgere tutte le istituzioni del territorio: «Intendo riunire tutte le rappresentanze istituzionali, dai sindaci al nuovo presidente della Provincia Faragalli, per sostenere insieme la richiesta che arriva dai cittadini: un cambio di società, perché non ci sono più le condizioni per tornare allo stadio a sostenere i colori rossoblù». Il sindaco ha inoltre annunciato un passaggio con il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano: «Quello che sta accadendo non è più soltanto un fatto sportivo ma una questione che può riguardare anche la prevenzione e la sicurezza del territorio». Infine l’intenzione di convocare, dopo la fine del campionato e prima dell’eventuale fase playoff, Ortensia Guarascio, presidente della holding 4ELGroup e sorella del presidente Eugenio Guarascio, «per capire realmente le intenzioni del gruppo sulla proprietà, la gestione e l’eventuale vendita del club». «Oggi – ha concluso – si è registrato un clima molto unitario. Tutti insieme andremo in un’unica direzione, nel rispetto delle regole e dei rapporti giuridici tra pubblica amministrazione e società privata».

La voce della tifoseria

Il confronto era iniziato con gli interventi dei rappresentanti del tifo organizzato. Il Centro Coordinamento Club ha sottolineato come la tifoseria sia oggi più compatta che mai: «Da tempo chiediamo che Guarascio vada via. Sembra di avere a che fare con una società dilettantistica, con una disorganizzazione totale anche nel settore giovanile».
Lungo e accorato l’intervento di Pietro Garritano del gruppo ultras Anni Ottanta. «La prima domanda al sindaco: se la città è sporca il Comune deve intervenire o no? Non capisco perché sul calcio non si fa. Oggi l’immagine della Cosenza sportiva è danneggiata a livello nazionale. Mi chiedo perché la politica, ad oggi, non sia intervenuta in modo serio».


«Quello che avevamo detto tre anni fa – ha detto ancora Garritano – si sta verificando oggi. Lo stadio Marulla è diventato una vergogna. L’incontro al cinema San Nicola di qualche mese fa è stato voluto da noi per mostrare la vera faccia di Guarascio. Lì abbiamo dimostrato che Guarascio finora ha raccontato solo menzogne. Ha avuto forti mancanze, anche rispetto alle sue richieste, sindaco. In questa città, tra rifiuti e calcio, è diventato miliardario. Lei, sindaco, se vuole seriamente risolvere il problema deve farlo entro giugno. Lo stadio deve tornare ai tifosi e a chi lo merita, e Guarascio non lo merita. Questa situazione non la sopportiamo e non la tolleriamo più. Cosenza sta facendo una protesta senza precedenti che tutta Italia ci invidia e imita, vedi Roma e Torino. L’immagine della città è a pezzi, il Cosenza va liberato. In 15 anni questo signore a Cosenza cosa ha costruito? C’è un settore giovanile a pezzi, molti giovani talenti cosentini vanno a giocare in altre realtà della Calabria. Qui parliamo di calcio ma potremmo parlare anche di rifiuti, perché la città di Cosenza è sporca. Mi chiedo quindi perché questo signore in questa città possa fare quello che vuole senza che nessuno gli dica nulla. Guarascio e l’amministratore unico Scalise, ci stanno deridendo senza vergogna. Perché la città deve continuare a subire questo scempio e questa umiliazione? Dove ci vogliono portare? Al cinema San Nicola ha preso per fessi non solo noi tifosi, ma anche lei. Dopo che lei gli ha concesso l’iscrizione, non ha più ceduto come aveva promesso. Questo signore deve uscire dal Cosenza calcio, glielo chiediamo in modo categorico, e lei deve trovare la soluzione per chi tiene a cuore l’immagine della squadra e della città. Oggi è complice di Guarascio anche chi, tra le istituzioni, prende gli accrediti e va in tribuna pur contestandolo. Noi tutto questo non lo dimenticheremo».
Sulla stessa linea l’intervento di Gianni De Buono degli ultrà della Curva Sud: «Guarascio deve andare via. Non lo chiedono più soltanto le curve: lo stadio è vuoto, la gente si è allontanata. C’è un disinteresse incredibile nonostante la squadra sia terza in classifica. I bambini si stanno allontanando dal calcio cosentino».
De Buono ha poi aggiunto: «Siamo disposti anche a consegnargli le chiavi della città, ma per andarsene. Se lei, sindaco, vorrà muoversi concretamente in tal senso, avrà tutta la tifoseria al suo fianco».
Anche Antonello Aprile dell’associazione Cosenza nel Cuore ha ribadito la compattezza della città: «Tutta Cosenza ha un solo pensiero. Per questo chiediamo di interpellare la Holding 4ELGroup: sappiamo che la sorella di Eugenio Guarascio Ortensia da tempo cerca di convincere il fratello e l’amministratore unico Scalise a cedere il club».

Il ruolo dell’informazione e il tema sociale

All’incontro ha preso parte anche la stampa locale. È stato sottolineato come, a causa della protesta dei giornalisti, alle conferenze stampa del tecnico Antonio Buscè ormai partecipi un solo cronista. Un segnale che, secondo molti presenti, conferma come la vicenda abbia ormai assunto una dimensione che va oltre il calcio.

Il confronto sulle possibili strade

Durante il dibattito sono emerse diverse ipotesi tecniche. Il consigliere comunale di Luzzi Giuseppe Giorno ha sostenuto che «convenzione e nulla osta per l’utilizzo dello stadio sono due atti diversi» e che sarebbe possibile negare il nulla osta in vista della prossima iscrizione al campionato. Il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca ha però ricordato che i due aspetti sono collegati, pur assumendo l’impegno di convocare il Consiglio comunale qualora emergessero le condizioni per una revoca della concessione. Il sindaco di Carolei, Francesco Iannucci, ha invece ipotizzato una soluzione radicale: «Bisogna pensare anche alla possibilità di creare una nuova società».
Il primo cittadino di Rovito Giuseppe De Santis ha parlato di «problema sociale gravissimo», chiedendo il coinvolgimento del neo presidente della Provincia Faragalli.
Anche il consigliere regionale Francesco De Cicco ha ribadito la necessità di un’azione definitiva condivisa: «Io ho sempre contestato questa società, sia per la gestione dei rifiuti sia per quella della squadra di calcio cittadina. Dobbiamo firmare un documento in cui tutti i sindaci chiedono alla società di andare via».

L’unità della città

A chiudere definitivamente il confronto è stato ancora Franz Caruso: «Io sposo pienamente quello che è stato detto fin qui. Riconosco solo il tifo organizzato, non vado dietro ai social. Riconosco che una cosa buona Guarascio l’ha fatta: ci ha messo tutti d’accordo contro di lui. Per il resto ha fallito. Anche io, da cittadino prima ancora che da sindaco, mi sono sentito preso in giro da un uomo che non può permettersi di farlo. Il problema non è più sportivo ma sociale. Altrimenti saremmo tutti allo stadio in un momento come questo, in cui la squadra sta andando bene. Se la gente mi ferma per strada e non mi parla più della squadra ma di cosa intendo fare con Guarascio, vuol dire che siamo arrivati a un punto di non ritorno. Io tutte le domeniche sono stato invitato da questa società ad andare allo stadio: non sono mai andato, e mi meraviglia che ci sia qualcuno che lo faccia. È compito di chi guida l’amministrazione prendere atto di questa situazione. Nonostante io non abbia la possibilità di togliergli la squadra a questa società, certamente il rapporto con la città e con l’amministrazione è legato alla concessione dello stadio. E qui bisogna fare un ragionamento serio. Io ho sottoscritto l’affidamento dello stadio, anche se con ritardo, perché sono stato chiamato dal signor Oliva (l’imprenditore che opera in Emilia Romagna, ndr) per un incontro che si è tenuto al bar Dante e lì ho chiesto garanzie circa la vendita della squadra. Oliva in quella circostanza mi ha risposto che potevo formalizzare l’atto sulla concessione dello stadio perché lui e Guarascio erano prossimi all’accordo per la cessione del club. Il lunedì successivo è saltato tutto perché, mi è stato detto, Guarascio ha posto delle problematiche sulle modalità di pagamento. Noi siamo – ha continuato il primo cittadino – tutti uniti nel sostenere che è arrivato il momento che Guarascio lasci questa società, perché c’è una situazione che ha creato lui con comportamenti non normali. La nostra è una tifoseria civile. Oggi è diventata impossibile la convivenza con questa persona. Sulla convenzione abbiamo elementi che ci possono portare a rivederla, anche se un problema potrebbe essere legato alla gestione, visto che poi la Corte dei Conti ti chiede conto. Revocare la convenzione espone il Comune a una responsabilità contabile di non poco conto. Il problema è che se prima avevamo un interlocutore tracotante e prepotente, ora la situazione si è raddoppiata visto che c’è un ulteriore interlocutore difficile (l’amministratore unico, ndr). La proposta che vi faccio è questa – ha aggiunto Caruso rivolgendosi alla tifoseria – visto che la società è in mano a questa holding 4ELGroup, a fine campionato convocherò la presidente della holding, Ortensia Guarascio, per capire quali sono le volontà del gruppo sulla cessione della società. In modo da avere come interlocutore una persona diversa. Dopodiché ci vedremo per riferirvi quanto accaduto. La concessione dello stadio – ha aggiunto Franz – non è in via esclusiva. Quindi chi ha interesse a usufruire dello stadio per altre situazioni sportive può farlo». Successivamente Caruso ha aggiunto che si impegnerà a riunire il neo presidente della Provincia Faragalli, tutti i sindaci e il prefetto di Cosenza Padovano per trovare insieme una soluzione.
Un passaggio che ha sintetizzato il senso dell’incontro: al di là delle differenze di ruolo, istituzioni e tifosi vogliono muoversi nella stessa direzione, convinti che il futuro del calcio rossoblù debba passare da una nuova fase. Un fronte comune che raramente si era visto con tale compattezza nella storia recente della città. (f.veltri@corrierecal.it)

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