«Il tema della libertà dell’informazione è una priorità»
Occhiuto relatore del Dl che istituisce la Giornata nazionale per i giornalisti uccisi

ROMA «È un testo essenziale, che istituisce una Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro professione, fissata al 3 maggio. Questo provvedimento si inserisce in un contesto più ampio, in cui il tema della sicurezza e della libertà dell’informazione è sempre più presente anche a livello internazionale». Lo afferma il senatore di Forza Italia, Mario Occhiuto, relatore in aula del ddl che istituisce una Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro professione: è il disegno di legge n. 1592, già approvato dalla Camera dei deputati su iniziativa dell’onorevole Paolo Emilio Russo, e condiviso all’unanimità in Commissione cultura in Senato. «Non si tratta – dice Occhiuto – di una festività civile: non produce gli effetti previsti dalla normativa vigente in materia e quindi non incide sull’organizzazione delle attività lavorative o amministrative. La scelta è diversa: individuare un momento di memoria e di attenzione, lasciando alle istituzioni e alla società il compito di riempirlo di contenuti. Il provvedimento costruisce questa Giornata attorno a iniziative concrete. Prevede che lo Stato, le Regioni e gli enti locali possano promuovere incontri pubblici, momenti di approfondimento, iniziative culturali, anche in collaborazione con le associazioni e gli organismi del settore giornalistico. È previsto che tali iniziative siano portate a conoscenza dell’Ordine dei giornalisti, delle organizzazioni sindacali di categoria e dei professionisti che operano in contesti particolarmente difficili, dove il lavoro dell’informazione è più esposto. Accanto a questo, si affida un ruolo importante alla comunicazione istituzionale, anche attraverso il servizio pubblico, per promuovere campagne di sensibilizzazione e raggiungere un pubblico più ampio. Il testo introduce poi una forma stabile di memoria: la pubblicazione, sui siti della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’informazione e l’editoria – e dell’Ordine dei giornalisti, dell’elenco dei giornalisti uccisi nello svolgimento della loro attività. Viene coinvolto anche il sistema educativo. Scuole, università e istituti di formazione giornalistica possono promuovere iniziative didattiche dedicate, anche collegandole all’Articolo 21 della Costituzione italiana, quindi al principio della libertà di espressione e di informazione che la nostra Costituzione riconosce e garantisce. Il provvedimento richiama inoltre – prosegue il senatore Occhiuto – il tema delle minacce e delle aggressioni nei confronti dei giornalisti, comprese quelle che si manifestano nel contesto digitale, e promuove campagne contro il linguaggio d’odio e tutte quelle pratiche che mirano a indebolire il lavoro dell’informazione e la fiducia nei confronti della stampa. È prevista infine la possibilità per il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale di dedicare spazi alla diffusione delle esperienze professionali dei giornalisti uccisi. Tutto questo avviene senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, utilizzando le risorse già disponibili. Signor Presidente, è una legge semplice, ma non è una legge vuota. Non impone obblighi rigidi e non costruisce nuove strutture. Indica però una direzione e affida una responsabilità. Ricordare questi giornalisti – conclude Mario Occhiuto – significa riconoscere che la libertà di informazione non è qualcosa di scontato, ma un equilibrio che si costruisce ogni giorno. E significa anche ricordare che, quando questo equilibrio si rompe, a pagarne il prezzo non è solo chi fa informazione, ma l’intera comunità. Per questo, più che una ricorrenza, questa Giornata può diventare ogni anno un momento utile per capire meglio il valore, la responsabilità e anche la fragilità del lavoro giornalistico».
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