«Caraffa senza acqua né servizi: area industriale abbandonata, situazione al collasso»
Confartigianato Imprese Catanzaro all’attacco

CATANZARO «Un’area produttiva lasciata sola, senza servizi essenziali e senza interlocutori». È un atto d’accusa quello lanciato in una nota dal presidente di Confartigianato Imprese Catanzaro, William D’Iuorno, e dal vicario e delegato per il comune di Caraffa, Gennaro Condorelli, dopo l’ennesimo nulla di fatto registrato nella conferenza dei servizi convocata dal Comune. Un incontro che avrebbe dovuto affrontare l’emergenza idrica in corso nella zona industriale, ma che si è rivelato sostanzialmente deserto. Assenti i principali soggetti coinvolti – gestore idrico, società di distribuzione e compagnie telefoniche – lasciando di fatto imprese e territorio senza risposte. Nel frattempo, la situazione si aggrava: da quattro-cinque giorni aziende e lavoratori sono di nuovo senz’acqua, con conseguenze che non riguardano più solo la produttività, ma anche le condizioni igienico-sanitarie. «La realtà che le imprese stanno vivendo è ormai insostenibile – affermano D’Iuorno e Condorelli –. Non siamo di fronte a disservizi occasionali, ma a un sistema che non funziona più. Mancanza di acqua, problemi elettrici, disservizi nella telefonia e nella connessione: tutto questo sta paralizzando l’attività produttiva». Ma è soprattutto sul piano politico e istituzionale che l’attacco si fa più duro: «Una conferenza dei servizi disertata dai soggetti chiamati a risolvere i problemi dimostra che, a oggi, non esiste alcuna reale volontà di intervenire. Le imprese sono state lasciate sole». Confartigianato Imprese Catanzaro punta il dito anche su scelte strutturali sbagliate: «Si pagano decisioni del passato. Un’area industriale di questa importanza non può essere gestita da un piccolo Comune che, evidentemente, non ha né le risorse né gli strumenti per affrontare un’emergenza di questa portata». Il quadro che emerge è quello di una crisi ormai cronica, che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto produttivo. «Queste condizioni – sottolineano D’Iuorno e Condorelli – stanno compromettendo la capacità delle aziende di lavorare, rispettare le commesse e restare competitive. Così si scoraggiano gli investimenti e si mette a rischio l’occupazione». Da qui la richiesta, netta, di un cambio di passo immediato: «Non servono più tavoli tecnici o riunioni inconcludenti. Serve un intervento urgente, coordinato e concreto da parte di tutti gli enti competenti. L’acqua, l’energia, le comunicazioni sono servizi essenziali: non possono essere un optional». «Faremo tutto il necessario per portare questa situazione all’attenzione pubblica e istituzionale. Perché non è più tollerabile che una delle principali aree produttive del territorio venga lasciata senza servizi e senza risposte», rimarcano in conclusione. Una denuncia che si trasforma in un appello forte: restituire efficienza e dignità a un’area che, senza interventi immediati, rischia di perdere definitivamente il proprio ruolo strategico nello sviluppo economico del territorio.
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