Il Catanzaro sogna con Pittarello: «La A sarebbe il coronamento. Vogliamo far felice la piazza»
Decisivo contro lo Spezia con tanto di traguardo della doppia cifra, il bomber punta in alto e guarda ai playoff con fiducia. «Sappiamo di non doverci porre limiti»

CATANZARO I play-off sono dietro l’angolo e a Catanzaro hanno già capito chi è che potrebbe far decollare i sogni di gloria del popolo giallorosso. Uno come Filippo Pittarello, tanto per essere chiari: la doppietta segnata allo Spezia è la conferma di qualcosa che già si sapeva. E cioè che con l’arrivo della stagione dei “gol pesanti” l’attaccante nativo di Padova ha deciso ormai di rompere ogni argine. Anche perché la doppia cifra raggiunta con le due reti segnate allo Spezia vale da monito per tutte: il bomber è bello caldo, e chiunque si ritroverà a fare i conti con la banda di Aquilani farebbe bene a prendere nota. «Abbiamo dimostrato dov’è che vogliamo arrivare, cioè lontano», spiega il 30enne patavino. «Aver già conquistato il miglior piazzamento possibile nei play-off dietro le prime 4, non deve distoglierci dall’intento di fare sempre di più. Affrontare le prossime gare con superficialità sarebbe un errore: vincere aiuta a vincere e certe prestazioni servono anche per aumentare il livello di fiducia e autostima in se stessi. E poi per questa maglia e questi splendidi tifosi è impossibile non dare ogni partita in meglio di sé». La Spezia speravano in un “favore” dell’undici giallorosso, vista ormai la posizione di classifica cristallizzata (ma prima di scendere in campo c’era comunque una volata per il quinto posto da vincere col Modena, risolta poi con 180′ d’anticipo). Si sono però ritrovati a fare i conti con una squadra affamata, che ha saputo reagire in modo netto e inequivocabile al gol subito in apertura col quale Valoti aveva illuso la formazione spezzina. Pittarello ha avuto il merito di metterci la firma due volte nel momento in cui c’era da uccidere definitivamente la partita. «Aver fatto nuovamente doppietta è una bella soddisfazione. C’ero riuscito già contro l’Empoli e in quel caso era servita per regalarci tre punti preziosi. Qui serviva mettere in cassaforte un risultato che stava già maturando, ma chiaramente non c’era niente di scontato. Essere arrivato in doppia cifra per me rappresenta un motivo di grande orgoglio, qualcosa che voglio condividere con i miei compagni di squadra, perché senza i miei compagni a 10 gol non sarei mai potuto arrivare».

Non è stato facile neppure superare momenti di crisi personale, quando la palla di entrare non ne voleva sapere (vedi nella prima metà di stagione). «Le critiche fanno parte del gioco e in qualche momento ne avvertivo il peso. Però ho sempre sentito la fiducia della società e dell’ambiente e questo mi ha aiutato a superare i momenti più critici e andare avanti. Adesso siamo dove volevamo essere: aver raggiunto i play-off per il secondo anno consecutivo non era una cosa scontata, per cui è giusto celebrare questo traguardo». Rispetto a un anno fa, però, Pittarello sa cos’è che potrebbe servire al Catanzaro per fare più strada: «Forse lo scorso anno c’è mancata un po’ di convinzione nei nostri mezzi, ma stavolta sappiamo di poter affrontare la post season con maggiore consapevolezza nei nostri mezzi. Il sogno mio e di tutta la squadra è quello di raggiungere la A e far felice questa piazza, che meriterebbe di giocare ogni anno nella massima serie». Dovesse riuscire nell’intento, Pittarello completerebbe la più classica delle scalate: partito dai dilettanti, da quel San Paolo Padova nel quale approdò dopo i trascorsi nelle giovanili del Padova (dove rientrò nel 2014-15 con la nuova società denominata Biancoscudati Padova, intenta a ripartire dalla D dopo il fallimento del “vecchio” Padova), ha avuto sempre la valigia pronta, spostandosi tra Veneto ed Emilia Romagna (Montebelluna, Luparense, Correggese, Castelvetro e Imolese) prima di approdare alla Caronnese e poi di nuovo alla Luparense. Post Covid, l’occasione della vita gliela offre Gigi Fresco, presidente e allenatore della Virtus Verona, che va a pescarlo in D e lo porta in Serie C, dove in un anno e mezzo firma 15 reti e attira l’attenzione di un club di primo piano come il Cesena, dove resta 6 mesi ma dove prende confidenza con un calcio decisamente al livello superiore (e uno stadio, il “Manuzzi”, con molti più spettatori rispetto alle abitudini). La Feralpisalò decide di scommettere su di lui nella storica stagione della promozione in B, ma tra i cadetti Pittarello debutta vicino casa, al Cittadella, dove resta una stagione prima di decidere di accettare la proposta del Catanzaro, dove nel primo anno fatica a ingranare, ma nel secondo trova il modo per svoltare. Con Iemmello la coppia gol fa sognare e il diretto interessato è il primo a credere nei sogni: «Sappiamo di non doverci porre limiti. La A sarebbe il coronamento di un percorso partito da lontano, ma io penso solo a migliorare giorno dopo giorno». A 30 anni da compiere a ottobre, forse è davvero giunta l’ora di fare l’ultimo gradino della scala. Senza porsi limiti di quanto in alto lo potrà portare. (Italpress).
Foto Us Catanzaro
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