Soriano Calabro, dal 2007 all’inchiesta Doppia Curva: tre scioglimenti in meno di 20 anni
Il decreto di ieri arriva in un contesto segnato da inchieste antimafia e un territorio da anni sotto l’attenzione della Dda

VIBO VALENTIA Prima il 2007, poi il 2022 e, infine, il 2026. Tre scioglimenti in meno di 20 anni per Soriano Calabro, paese di circa 2 mila abitanti arroccato tra i monti vibonesi. Non si può dire un fulmine a ciel sereno perché se fin qui il Comune non è stato travolto in pieno da scandali giudiziari, l’area delle Preserre vibonesi è da diverso tempo finita nel mirino della Direzione distrettuale antimafia. Prova ne sono le ultime operazioni che hanno scardinato i clan Emanuele-Idà e quello dei Loielo, facendo anche luce su diversi omicidi legati alla faida tra le due cosche. Tra questi quello di Filippo Ceravolo, giovane di Soriano e vittima innocente della ‘ndrangheta. In nessuna delle operazioni recenti è coinvolto il Comune, anche se nell’inchiesta Jerakarni spunta un capitolo dedicato ai rapporti del clan con un ex sindaco (non indagato) proprio di Soriano.
Dal 2007 all’inchiesta Doppia Curva
Per questo lo scioglimento, giunto ieri dopo il Consiglio dei ministri, rappresenta un terremoto politico su Soriano Calabro che si inserisce in un contesto già provato da inchieste giudiziarie. Nonostante questo, una notizia inaspettata, come assicura Antonino De Nardo, primo cittadino alla guida dell’amministrazione sciolta, che proprio pochi giorni fa aveva annunciato la nascita di un Parco della Legalità intitolato a Filippo Ceravolo e altre vittime innocenti della ‘ndrangheta. Ma sarà da valutare la relazione della commissione d’accesso, insediatasi lo scorso luglio: pesa sull’amministrazione l’inchiesta Doppia Curva, condotta dalla Dda di Milano, e nella quale era stato arrestato Filippo Monardo, ex consigliere della vicina Sorianello e zio della ex presidente del consiglio comunale (non coinvolta nell’inchiesta). Quest’ultima aveva poi rassegnato le sue dimissioni ribadendo la completa estraneità ai fatti. Lo stesso primo cittadino ha più volte rivendicato la buona fede della sua amministrazione: per questo si attendono le motivazioni dello scioglimento per capire su quali motivi è fondata e se eventualmente presentare ricorso.
Gli scioglimento nel 2007 e nel 2022
Resta, però, il dato drammatico: tre scioglimenti in meno di 20 anni. Il primo arriva nel 2007, su decreto del Consiglio dei ministri emanato il 15 febbraio rilevata – scrivono – la permeabilità dell’istituzione di fronte alla criminalità organizzata. Il 15 giugno 2022 arriva il secondo scioglimento, quando alla guida dell’amministrazione c’era Vincenzo Bartone. Un provvedimento che, tra le altre cose, si basava su parentele “scomode” di assessori e membri della giunta, oltre che a presunti incontri con persone ritenute dagli inquirenti vicine al locale di Ariola. Lo scioglimento è stato poi confermato nel 2023, portando alle elezioni amministrative del 2024, vinte da Antonino De Nardo con la lista Soriano Futura contro il già sindaco Francesco Bartone. Ieri il nuovo scossone politico che fa ritornare Soriano Calabro nel limbo del commissariamento. (ma.ru.)
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