Maxi discarica abusiva a Petronà, la Procura di Crotone chiude le indagini: sei indagati
Le indagini avevano consentito di ricostruire una filiera di smaltimento irregolare con un’area utilizzata per il deposito di rifiuti pericolosi

CROTONE La Procura della Repubblica di Crotone, diretta da Domenico Guarascio, ha chiuso le indagini relative all’inquinamento ambientale a Petronà. Sono sei, in totale, le persone iscritte al registro degli indagati, accusate a vario titolo di inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti. Per loro il procuratore ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio. Le indagini, condotte dal Nucleo Carabinieri Forestale di Sersale attraverso articolate attività tecniche e investigative, hanno consentito di ricostruire una filiera di smaltimento irregolare, facendo emergere la presenza di un’area utilizzata come discarica abusiva, all’interno della quale sarebbero stati conferiti rifiuti sia pericolosi sia non pericolosi, con conseguente compromissione dell’integrità ambientale del territorio di Petronà. In questi giorni sono state notificate agli interessati le “Conclusioni delle indagini preliminari” (ex art. 415-bis c.p.p.), atto che precede solitamente la richiesta di processo e permette alla difesa di visionare gli atti o presentare memorie. L’operazione odierna si inserisce nel più ampio quadro di attività di contrasto ai reati contro il patrimonio naturale. L’obiettivo delle autorità resta quello di sradicare pratiche di smaltimento selvaggio che, oltre a danneggiare il suolo e le falde, minano la bellezza paesaggistica della zona. Il procedimento seguirà ora il suo corso nelle aule del tribunale, dove le accuse dovranno trovare riscontro nel contraddittorio tra le parti. (redazione@corrierecal.it)
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