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Decreto Caivano, Emergency lancia l’allarme sullo smantellamento della tendopoli di San Ferdinando

L’Ong auspica soluzioni abitative dignitose e piani di inclusione sociale

Pubblicato il: 29/04/2026 – 12:20
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Decreto Caivano, Emergency lancia l’allarme sullo smantellamento della tendopoli di San Ferdinando

Emergency esprime forte preoccupazione per le notizie relative allo smantellamento della tendopoli di San Ferdinando e alle modalità con cui si intende procedere. La notizia è stata resa nota con il decreto 238 del 23 marzo 2026, inserito nell’ambito del “Decreto Caivano” reso legge il 13 novembre 2023 e presentato dal Governo Meloni come risposta al disagio giovanile e alla criminalità nelle periferie italiane. Il decreto parla di uno smantellamento dell’insediamento informale “ai fini della tutela pubblica e privata incolumità” con l’autorizzazione allo spostamento delle persone presenti in Tendopoli nella zona di contrada Russo con un “intervento rifunzionalizzante” del suo borgo sociale, di proprietà del Comune di Taurianova. Al momento non risultano chiare modalità, tempi e garanzie concrete. 
Emergency – che opera nella Piana di Gioia Tauro dal 2011 – ha osservato come «le condizioni di vita e abitative alle quali sono sottoposte le persone migranti che lavorano nel settore agricolo, spesso vittime di sfruttamento, non siano frutto di un’emergenza improvvisa ma di politiche di accoglienza e inclusione sistematicamente fallimentari. Sgomberi senza soluzioni abitative dignitose e percorsi di integrazione producono solo nuove forme di marginalità e ghettizzazione, senza affrontare strutturalmente il problema.  L’ipotesi di trasferire centinaia di persone presso il Borgo Sociale di Contrada Russo a Taurianova, insediamento costituito da moduli container e che risulta in gran parte già occupato, non rappresenta una risposta dignitosa né sostenibile. Si tratta di luoghi già sovraffollati di persone che, così come la Tendopoli di San Ferdinando, sono isolati, nonché lontani dai servizi essenziali e dai presidi sanitari». 
Per Emergency «l’attuazione di questo decreto alimenterebbe solo tensioni e divisioni e non promuoverebbe diritti e sicurezza per le persone migranti. L’Ong crede che garantire il diritto all’abitare significhi soprattutto accompagnare le persone in percorsi di inclusione, evitare concentrazioni forzate all’interno di luoghi isolati e coinvolgere le comunità locali, creando un modello di abitare diffuso che possa davvero essere una risposta a una situazione insostenibile nella quale le persone sono costrette a vivere». 
Emergency si unisce alla voce delle organizzazioni e persone che fanno parte del Patto Territoriale, chiedendo interlocuzioni con la Prefettura e l’Unione Europea per cercare di mettere al centro le persone, i territori e una reale giustizia sociale.

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