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«Fuorisede e diritto di voto: la Calabria che non può scegliere ai referendum»

Caligiuri e Alimena (Pd Cosenza): «Garantire il voto ai fuorisede non è una battaglia di parte ma una battaglia di civiltà democratica»

Pubblicato il: 28/01/2026 – 17:45
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«Fuorisede e diritto di voto: la Calabria che non può scegliere ai referendum»

COSENZA «In Calabria abbiamo tra i 250.000 e i 300.000 fuorisede: studentesse, studenti, lavoratrici e lavoratori costretti a vivere fuori regione ma che mantengono la residenza qui. Ed è inaccettabile che a queste persone venga negato il diritto di votare ai referendum. Per questo sosteniamo totalmente questo diritto e la battaglia della nostra segretaria Elly Schlein, che oggi guida la mobilitazione nazionale per approvare l’emendamento sul voto ai fuorisede e la proposta di legge del PD che renderebbe questo diritto finalmente stabile, per tutte e tutti, in tutte le principali elezioni del Paese» Rosi Caligiuri – Segretaria PD Cosenza – e Francesco Alimena – Capogruppo PD Cosenza.
«In Calabria più di un terzo dell’elettorato è escluso. Eppure l’affluenza viene calcolata come se potessero votare tutti: un’operazione che regala un’immagine falsa di una Calabria “disinteressata”. La verità è un’altra: non è disinteresse, è esclusione strutturale. Le analisi dell’Istituto Cattaneo lo confermano: se potessero votare anche le persone che sono fuori per studiare o lavorare, la partecipazione dei calabresi sarebbe pari a quella delle regioni più avanzate del Paese».
«E allora – si chiedono i due esponenti dem – perché Meloni non vuole intervenire? Estendere il voto ai fuorisede significa dare voce a chi oggi è silenziato: giovani, studenti, lavoratrici precarie, emigrati. Significa ampliare la partecipazione di chi pretende più diritti e più eguaglianza. E questa destra, che vive di esclusione e veto sociale, non vuole che quelle voci pesino».
«Ora – incalzano Alimena e Caligiuri – tocca al Parlamento creare le condizioni perché quelle voci possano pesare davvero, restituendo pieno valore al diritto di partecipazione e superando ogni rendita o convenienza politica. Il progresso passa da qui: garantire a ogni cittadina e cittadino lo stesso diritto di partecipare, senza discriminazioni territoriali o sociali. Restituire il voto ai giovani calabresi significa restituire il diritto di scegliere il futuro della Calabria: decidere se restare, tornare, costruire una terra che non espelle ma include. Il voto non è un dettaglio amministrativo: è la radice stessa dell’appartenenza e del futuro. E negarlo è un atto politico. Garantire il voto ai fuorisede non è una battaglia di parte ma una battaglia di civiltà democratica» concludono.

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