Gli spari al “Castello” di Sangineto, ordinanza cautelare per Giuseppe Scornaienchi
Già detenuto, è accusato di porto illegale di arma comune da sparo. L’episodio contestato si è verificato il 14 agosto 2025

COSENZA I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno notificato al detenuto Giuseppe Scornaienchi un’ordinanza cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Catanzaro, disponente nei suoi confronti la misura della custodia in carcere per il reato di porto illegale di arma comune da sparo e degli arresti domiciliari per il reato di tentata violenza privata.
Le indagini
Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, scaturisce dalle indagini avviate in prima battuta dai Carabinieri della Compagnia di Scalea, proseguite poi dai militari del Nucleo Investigativo di Cosenza, in merito all’esplosione di colpi d’arma da fuoco e al posizionamento di una lettera minatoria avvenuti il 14 agosto 2025 all’ingresso della discoteca “Il Castello” situata a Sangineto. Le attività, che avevano già consentito di ascrivere, sul piano della gravità indiziaria, la corresponsabilità di un presunto sodale di Scornaienchi, destinatario di misura custodiale nell’ambito dell’operazione “Thyrrenum”, hanno consentito, sempre sul piano della gravità indiziaria, di individuare Scornaienchi quale presunto autore dell’azione di sparo.
Le presunte responsabilità dell’uomo sono state riscontrate mediante una meticolosa analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza acquisiti lungo tutta l’area dove gli eventi criminosi furono perpetrati, corroborate dalle evidenze scientifiche certificate dai Carabinieri del Ris di Messina all’esito delle analisi eseguite su uno scaldacollo sequestrato dagli operanti nei pressi dell’autovettura utilizzata dagli indagati per la commissione del reato e che gli stessi avevano abbandonato nei giorni successivi. Giuseppe Scornaienchi, al momento della notifica, era già detenuto dopo essere stato arrestato in regime di latitanza l’8 gennaio scorso, essendosi sottratto al provvedimento cautelare emesso nei suoi confronti in seno all’operazione “Thyrrenum”, eseguita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza il 25 settembre 2025. (redazione@corrierecal.it)
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