Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 19:03
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

la conferenza stampa

Reggio Circoscrizioni, il centrodestra dice no al listone unico

Secondo l’opposizione la nuova formula elettorale riduce il confronto politico e crea confusione tra gli elettori. Annunciata una segnalazione alla Prefettura

Pubblicato il: 29/01/2026 – 17:30
di Paola Suraci
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Reggio Circoscrizioni, il centrodestra dice no al listone unico

REGGIO CALABRIA Il centrodestra reggino alza le barricate contro quella che viene definita senza mezzi termini una manovra politica del centrosinistra: l’introduzione del listone unico per l’elezione delle circoscrizioni che dovrebbe avvenire, se si fa in tempo, in concomitanza con le amministrative di primavera. Una scelta che, secondo l’opposizione, non ha nulla di tecnico o regolamentare, ma risponde esclusivamente alla volontà di restringere la competizione elettorale e ridurre il pluralismo democratico nei territori.
La tensione esplode in una fase delicata del percorso istituzionale. Dopo circa un anno di lavoro, segnato da rallentamenti e continui rinvii, lo scorso 19 dicembre la Commissione consiliare aveva approvato il provvedimento per il ripristino delle circoscrizioni con un voto bipartisan, raggiungendo un equilibrio politico che sembrava ormai consolidato. Ora, però, il passaggio in Consiglio comunale rischia di trasformarsi in un terreno di scontro, con l’ipotesi di modifiche dell’ultima ora che, secondo l’opposizione, snaturano l’intero impianto.
Al centro della contestazione c’è la previsione di un’unica lista di 16 candidati a sostegno del presidente di circoscrizione, una formula che per il centrodestra rappresenta una vera e propria compressione della partecipazione democratica. La limitazione delle liste viene letta come un tentativo di blindare il voto e ridurre il confronto politico nei municipi. Così ecco che i consiglieri comunali del centrodestra hanno convocato una conferenza stampa a Palazzo San Giorgio per denunciare la situazione.

Le accuse al centrosinistra

A parlare apertamente di operazione opportunistica è Massimo Ripepi, leader di Alternativa Popolare, che accusa il centrosinistra di voler cambiare le regole perché consapevole della propria debolezza elettorale sul territorio e dice senza mezzi termini Ripepi: «Sperano di poter vincere in qualche municipio, altrimenti li perdono tutti. Il listone unico servirebbe a limitare i danni e a provare a conquistare qualche circoscrizione che, con un sistema aperto, sarebbe destinata a perdere». Da qui l’annuncio della volontà di coinvolgere la Prefettura affinché venga monitorata una procedura ritenuta scorretta. E poi lancia un avvertimento: «Il voto favorevole al listone unico sarà considerato incompatibile con qualsiasi prospettiva di candidatura nel centrodestra».
Sulla stessa linea il capogruppo di Forza Italia Federico Milia, che denuncia una scelta finalizzata a ridurre il diritto dei cittadini a partecipare alla vita amministrativa. «Il listone unico – sostiene – non è una riforma, ma un espediente dettato dalla paura di perdere consenso. Così si mortifica la rappresentanza e si tradisce lo spirito stesso delle circoscrizioni».
A rafforzare la critica interviene anche Mario Cardia, recentemente approdato a Noi Moderati, che pone l’accento su un ulteriore elemento di distorsione. Secondo Cardia, il nuovo assetto rischia di generare confusione tra gli elettori, chiamati a votare nello stesso giorno con due sistemi elettorali completamente diversi: uno aperto e competitivo per il Consiglio comunale, l’altro chiuso e fortemente limitato per le circoscrizioni. Una contraddizione che, a suo avviso, rende il voto meno chiaro e meno comprensibile per i cittadini.
A ribadire il valore politico del ritorno delle circoscrizioni è infine il consigliere comunale Antonino Caridi della Lega. Caridi sottolinea come il ripristino dei municipi è il risultato di una battaglia portata avanti dal centrodestra. «Un percorso – evidenzia – reso possibile anche grazie all’impegno dell’onorevole Cannizzaro e che oggi rischia di essere svuotato di contenuto dall’introduzione del listone unico».
Ancora più critico l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia Demetrio Marino, da sempre in prima linea per rafforzare il decentramento amministrativo e garantire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Marino contesta alla radice l’impostazione del listone unico, definendola una scelta che svuota il confronto democratico. Secondo Marino, il meccanismo finirebbe per concentrare le candidature su pochissimi nomi decisi a monte, trasformando la competizione in uno scontro artificiale tra blocchi elettorali e, nei casi limite, aprendo persino alla possibilità di un’elezione senza reale alternativa.
Un modello che, a suo avviso, rischia di replicare dinamiche già viste nei piccoli comuni, dove l’assenza di pluralità porta di fatto all’elezione automatica. Proprio questo scenario, sottolinea Marino, è ciò che va scongiurato, perché priva i cittadini della possibilità di scegliere e partecipare realmente.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia parla di una vera e propria chiusura degli spazi democratici per chi vorrebbe mettersi in gioco in modo libero e spontaneo. Per Marino, «ogni partito, movimento o lista civica deve poter esprimere la propria identità e rappresentare le specificità dei territori, soprattutto in una città complessa come Reggio Calabria, caratterizzata da realtà sociali, culturali e territoriali profondamente diverse. Imporre candidature dall’alto, conclude, significa negare inclusione e futuro alla città, sostituendo il confronto democratico con una selezione forzata che non ha nulla a che vedere con una pratica politica sana e partecipata». (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x