Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 19:08
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

l’avvio del processo

Naufragio di Cutro, niente riprese in aula. Chiesta la testimonianza di Salvini e Piantedosi

Rigettata la richiesta per l’uso delle telecamere. Le parti civili, intanto, hanno chiesto di ascoltare i due ministri

Pubblicato il: 30/01/2026 – 17:32
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Naufragio di Cutro, niente riprese in aula. Chiesta la testimonianza di Salvini e Piantedosi

Il Tribunale di Crotone ha dato il via stamattina al processo per il naufragio di Cutro che vede imputati sei persone con l’accusa di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. L’udienza è iniziata con le polemiche scaturite dalla decisione di rigettare la richiesta per riprendere il processo. Lo ha ribadito il presidente del collegio penale del Tribunale, Alfonso Scibona, a conclusione di una lunga discussione con gli avvocati delle parti civili e che ha coinvolto anche la Procura della Repubblica. Secondo i legali delle persone offese, l’ordinanza del collegio che ha deciso di escludere le telecamere era stata presa senza aver sentito le parti.

Le posizioni degli avvocati

La disposizione, datata 12 gennaio, ben prima che iniziasse il dibattimento, prevede che le esigenze di diritto di cronaca possono essere soddisfatte «oltre che con l’accesso in aula dei giornalisti, anche dalla fono e videoregistrazione ‘ufficiale’ delle attività processuali eseguita dal personale tecnico in servizio presso il Tribunale». Previa richiesta «potrà essere semmai autorizzata» l’acquisizione di file audio e video «registrati con le apparecchiature ministeriali». La vicenda riguarda l’aspetto della pubblicità del processo come ha fatto intendere l’avvocato Verri che ha sottolineato la difficoltà delle famiglie delle vittime e dei superstiti del naufragio di seguire il processo perché non possono venire in Italia. Il legale ha anche ricordato che sono state autorizzate riprese «con trasmissione in diretta di un processo per ‘ndrangheta», mentre per quello che riguarda il naufragio di Cutro, «che ha una rilevanza internazionale» sono state vietate. L’avvocato Stefano Bertone ha proposto di affidare le riprese alla Tv pubblica che poi avrebbe girato le immagini alle altre emittenti. L’avvocato Francesca Cancellaro (che rappresenta Emergency, Sea Watch, Sos Mediterranee) ha presentato una memoria nella quale si evidenzia che «proprio il fatto che i media siano messi nella condizione di offrire una integrale e tempestiva rappresentazione del contenuto del dibattimento costituisce un importante strumento di tutela rispetto ad eventuali strumentalizzazioni o ricostruzioni parziali o errate, nell’interesse di tutte le parti processuali».

Rigettata la richiesta delle parti civili

Il procuratore di Crotone Domenico Guarascio si è detto d’accordo con decisione del Tribunale sottolineando l’autonomia decisionale del giudice. Il collegio penale, per voce del presidente Scibona, senza neppure ritirarsi in camera di consiglio ha rigettato la richiesta delle parti civili. «Nell’ottica della serenità più estesa – ha detto – si ritiene che la garanzia di pubblicità esterna all’aula sia ampiamente garantita. Non sono i difensori delle parti che possono dire se debba essere regolamentato a no. Sarà il collegio, a fronte di richieste non degli avvocati di parte ma dei giornalisti con istanza, a regolamentare l’eventuale accesso alle registrazioni». «»

Chiamati a testimoniare Salvini e Piantedosi

Anche i ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi potrebbero essere chiamati a testimoniare al processo sui presunti ritardi nei soccorsi all’imbarcazione carica di migranti naufragata a Steccato di Cutro. I loro nomi compaiono nelle liste testimoni presentate da alcuni avvocati di superstiti e parenti delle vittime nella prima udienza del procedimento penale svoltasi al Tribunale di Crotone. Chiesta anche la testimonianza dell’equipaggio dell’aero Eagle One di Frontex che avvistò il caicco Summer Love la sera prima del naufragio. Il tribunale, per il momento, ha accolto solo la lista presentata dal pm Matteo Staccini. Sulla scorta dell’istruttoria, poi il collegio deciderà altre ammissioni. La Procura ha citato 69 testimoni tra cui i sei imputati e il capo del centro operativo nazionale della Guardia costiera e capo dell’Italian maritime coordination center (Imrcc). I difensori dei finanzieri, poi, si sono opposti all’acquisizione dei brogliacci delle comunicazioni radio di quella notte chiedendo la trascrizione tramite un perito. Gli avvocati dei militari della Guardia costiera invece non hanno espresso contrarietà ad acquisizione dei brogliacci delle comunicazioni radio.

Gli imputati

Sono sei gli imputati accusati di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo: si tratta di Giuseppe Grillo (57 anni), capo turno della sala operativa del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia; Alberto Lippolis (51 anni), comandante del Roan di Vibo Valentia; Antonino Lopresti (52 anni), ufficiale in comando tattico della Guardia di finanza; Nicolino Vardaro (53 anni), comandante del Gruppo aeronavale della Finanza di Taranto; Francesca Perfido (41 anni), ufficiale della Guardia costiera in servizio presso l’Imrcc di Roma; Nicola Nania (52 anni), in servizio al V Mrsc della Capitaneria di porto di Reggio Calabria.

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x