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Geografia del narcotraffico

‘Ndrangheta, da Roma a Medellín: Nastasi, imprenditore sotto copertura e broker della cocaina in Sud America – VIDEO

Per anni latitante tra Ecuador e Colombia, il 50enne di Tor Bella Monaca contava su coperture economiche, relazioni personali e alleanze con i cartelli della droga

Pubblicato il: 31/01/2026 – 17:13
di Giorgio Curcio
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‘Ndrangheta, da Roma a Medellín: Nastasi, imprenditore sotto copertura e broker della cocaina in Sud America – VIDEO

LAMEZIA TERME Per tutti era soltanto un imprenditore del settore automobilistico. Nei fatti, secondo gli inquirenti, era un broker internazionale della cocaina. È questo il profilo di Roberto Nastasi, arrestato ieri in Colombia nel centro di Bello, nel dipartimento di Antioquia, a pochi chilometri da Medellín, al termine di un’operazione congiunta che ha coinvolto le forze di polizia locali, l’Interpol e la Guardia di Finanza italiana.

Da Tor Bella Monaca al Sud America

Cittadino romano, classe 1975, Nastasi è considerato un broker in affari (anche) con la ’ndrangheta. La sua cattura pone fine a una latitanza durata oltre dieci anni. Dal 2013, infatti, sul presunto broker romano originario di Tor Bella Monaca pendeva una “red notice” dell’Interpol valida in 196 Paesi. Il suo nome era già noto alle autorità giudiziarie italiane. Nel 2011 era stato condannato dal Gup di Roma a 4 anni e 8 mesi di reclusione per traffico di stupefacenti. Due anni dopo, nel dicembre 2013, era stato raggiunto da un provvedimento di sequestro di beni, emesso su richiesta della Direzione investigativa antimafia, per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Nel mirino erano finite due ville di lusso con piscina, un centro estetico e dieci tra auto e moto.

Ecuador, Colombia e i grossi quantitativi di cocaina

Le autorità colombiane, a sua insaputa, lo seguivano da almeno tre anni. Da circa otto, invece, Nastasi viveva stabilmente a Guayaquil, in Ecuador. Secondo quanto riferiscono fonti investigative colombiane, proprio da lì avrebbe coordinato una rete di traffico di stupefacenti diretta verso l’Europa, «utilizzando società di copertura e presentandosi come un imprenditore straniero perfettamente integrato nel tessuto economico locale». Dall’Ecuador, Roberto Nastasi – noto anche con l’alias “Rizzo” – avrebbe quindi organizzato l’acquisto e la spedizione di ingenti quantitativi di cocaina verso il Vecchio Continente, fungendo da collegamento tra la criminalità organizzata sudamericana e le strutture della ’ndrangheta. In particolare, secondo le autorità, era in rapporto con il Clan del Golfo, una delle organizzazioni criminali più potenti dell’area.

La protezione criminale e i circuiti del narcotraffico internazionale

A Bello, sempre secondo fonti colombiane, il presunto broker legato alla ’ndrangheta avrebbe goduto della protezione di un gruppo criminale locale, elemento che gli garantiva sicurezza e libertà di movimento. Le indagini hanno inoltre accertato che Nastasi non solo aveva una compagna nella capitale del dipartimento di Antioquia, ma anche una figlia nata da questa relazione. Secondo quanto riferito dalla polizia colombiana, dopo aver scontato la condanna del 2011 Nastasi sarebbe stato nuovamente inserito nei circuiti del narcotraffico internazionale, assumendo il ruolo di coordinatore delle spedizioni di droga dal Sud America verso l’Europa. Nel corso delle indagini sono emersi anche elementi legati al riciclaggio di denaro: alias “Rizzo” avrebbe reinvestito parte dei proventi illeciti in una serie di proprietà immobiliari individuate in Italia.

Verso l’estradizione

La sua cattura era considerata di priorità assoluta per la giustizia italiana, tanto da determinare l’invio in Colombia di quattro agenti specializzati per supportare le autorità locali. Sono ora in corso le procedure di coordinamento tra la Fiscalía General de la Nación e le autorità italiane per l’avvio dell’iter di estradizione. (g.curcio@corrierecal.it)

Il video della cattura:

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