Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 18:23
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

il documento

Il progetto del Ponte e la Calabria. La Regione: «Ecco perché siamo nella Società Stretto Spa»

Il motivo del mantenimento della partecipazione: «Opera “prioritaria” di preminente interesse nazionale». Ora però si è aperto il dibattito dopo il disastro di “Harry”

Pubblicato il: 01/02/2026 – 17:20
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Il progetto del Ponte e la Calabria. La Regione: «Ecco perché siamo nella Società Stretto Spa»

CATANZARO «La società ha per oggetto sociale la gestione di un servizio di interesse generale» e – «ex lege la realizzazione di un’opera “prioritaria” di preminente interesse nazionale». Così, nella delibera annuale al termine della revisione delle partecipazioni, la Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto ha motivato il mantenimento della partecipazione della Regione nella Società “Stretto di Messina” Spa, incaricata di realizzare il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia (il Ponte, ovviamente): la delibera è stata approvata il 30 dicembre scorso. Un documento sicuramente significativo, a leggerlo alla luce delle recenti polemiche relative all’opportunità o meno di tenere bloccati i fondi per la (futura e futuribile) costruzione del Ponte sullo Stretto piuttosto che destinarne quantomeno una parte alla ricostruzione delle aree colpite dal ciclone “Harry”, che sono poi essenzialmente le coste proprio delle due regioni interessate dal mega-progetto, Calabria e Sicilia. La delibera di revisione delle partecipazioni regionali – che conferma il mantenimento nella “Società dello Stretto” insieme a quello in società come Fincalabra, Sorical e Sacal – ovviamente rappresenta una linea di continuità anche politica tra una Giunta regionale di centrodestra e un governo nazionale di centrodestra fortemente propenso a fare il Ponte sullo Stretto. E spiega il perché, naturalmente dal punto di vista e a parere del governo regionale, si deve restare nella “Stretto di Messina”.

La storia

La partecipazione alla “Stretto di Messina” è quindi mantenuta dalla Regione Calabria, sia pure con una quota minoritaria. «Quota con valore nominale di euro 9.871.678,56, pari a n. 1.913.116 azioni, corrispondente al 1,155% del capitale sociale», scrive la Giunta regionale nella relazione allegata alla delibera di fine 2025 sulla revisione delle partecipazioni di fine. Relazione che ricorda come la Società Stretto di Messina Spa «è stata costituita ai sensi della Legge 17 dicembre 1971, n. 1158, quindi – si ricostruisce – «era stata posta in liquidazione in applicazione delle norme contenute nell’articolo 34 decies della legge 221/2012 e con l’emanazione del Dpcm del 15 aprile 2013.  Con legge 197/2022, articolo 1, comma 491, è stato revocato lo stato di liquidazione della società in argomento e con successivo decreto legge 35/2023 è stata prevista la modifica dell’assetto societario, con il subentro del Ministero dell’Economia e delle Finanze quale socio di maggioranza…». «Con la ricapitalizzazione del Mef avvenuta in data 27 dicembre 2023 la quota regionale è variata dal 2,576% al 1,155, si legge ancora nella relazione della Giunta, che poi specifica come «il bilancio al 31 dicembre 2024 chiude con la registrazione di un utile pari ad euro 12.316.621, in miglioramento rispetto all’esercizio precedente, nel quale si ricorda essersi registrata una perdita pari ad euro 82.597.978».

Il sì al mantenimento

Nella relazione viene poi esposta una tabella dalla quale secondo l’analisi della Regione si evince l’assenza dei presupposti per la dismissione della partecipazione nella “Stretto di Messina”. «Le attività sono previste in primis da specifiche norme di legge nell’ambito delle quali è anche prevista la stipula di un Accordo di programma. La Società ha per oggetto sociale la gestione di un servizio di interesse generale. La Società ha per oggetto – ex lege – la realizzazione di un’opera “prioritaria” di preminente interesse nazionale». Da qui, al termine dell’analisi, la decisione della Giunta regionale: «Mantenere la partecipazione nella “Stretto di Messina” «in quanto le attività della società sono previste e disciplinate da provvedimenti di legge». Sembra però giusto porre, alla fine, un interrogativo: alla luce della catastrofica ondata di maltempo di una decina di giorni fa sulle coste calabrese è più giusto mantenere questa partecipazione in vista della costruzione di un Ponte che costerà (costerebbe) più o meno 14 miliardi o invece destinare questi fondi alla difesa delle coste e del territorio? (a. c.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x